VIAGGIO NELLA STORIA DELLA MUSICA ROCK. I Led Zeppelin

a cura di Giovanni Puglisi.

Di strane storie, nella metà oscura del mondo della musica e dello spettacolo, ce ne sono tante. Storie misteriose, storie drammatiche, storie fantastiche.

A volte finiscono bene, a volte male e a volte malissimo. Alcune di queste hanno spiegazioni molto semplici: la droga, il denaro, una vita che brucia la candela da tutte e due le parti. Altre, invece, nascondono qualcosa di più strano, qualcosa di oscuro. Morti misteriose, sparizioni, coincidenze.  

Ci sono certe storie che non sono quelle che sembrano. 

Quella che staremo per raccontare, però, è una storia vera. Cit.

Inizia con i Led Zeppelin il viaggio di ALTRiTALIA intorno alla Storia della musica Rock. Attraverso una raccolta tra i più prestigiosi siti di musica e non solo, che hanno narrato nei più disparati aspetti, proveremo a raccontare la storia di questo gruppo.

Con l’aiuto dei vari contributi, tra recensioni e filmati di repertorio contiamo di far rivivere quell’atmosfera suggestiva di un gruppo rock che è stato tra i pionieri dell’intero panorama musicale internazionale.

Ovviamente, se volete rivivere quell’atmosfera, ascoltate questo materiale con delle cuffie o, se volete, collegate il vostro pc ad un amplificatore stereo. Ne vale veramente la pena.

Buona visione e buon ascolto.

Iniziamo con Carlo Lucarelli col suo Almost True: “Led Zeppelin”

Jimmy Page & Robert Plant – Kashmir [HD] with Egyptian Orchestra

A live performance of Kashmir, by Jimmy Page and Robert Plant with the Egyptian orchestra leaded by Hossam Ramzi. This is from the No Quarter: Jimmy Page & Robert Plant Unledded DVD.

Celebration Day

Di solito, quando si parla di operazioni di questo tipo, riguardanti il ritorno sulla scena di gruppi che appartengono al patrimonio storico dell’umanità, per di più in formazione rimaneggiata per la morte di uno dei componenti della line up storica, la perplessità è d’obbligo. Nel caso dei Led Zeppelin abbiamo a che fare con un nome che definire fondamentale è semplicemente inadeguato, che improvvisamente si è trovato a fare i conti con la scomparsa di uno dei suoi componenti e poi, al contrario di come fanno molti in casi di questo tipo, ha scelto nel lontano 1980 di fermarsi, per non tornare più insieme se non in casi fuori dalla norma e a distanza di molti anni l’uno dall’altro. Quello che ha destato più scalpore, fremente attesa ed ha generato la più massiccia richiesta di biglietti in prevendita della storia dei concerti dal vivo, è stato l’evento del 10 dicembre 2007 alla O2 Arena di Londra per il tributo ad Ahmet Ertegün, il fondatore della Atlantic Records e generalmente noto come Celebration Day, qui analizzato nella sua versione CD dopo avervene parlato in occasione della sua uscita al cinema.

LedZeppelin1

Sostituito come è noto “Bonzo” Bonham col figlio Jason – altro particolare che testimonia quanto la band si sia mantenuta il più possibile moralmente integra, date le circostanze- i Led Zeppelin si presentano on stage con tanti, tanti anni in più, con i limiti che questo impone soprattutto a Robert Plant, ma anche con un bagaglio di pezzi immortali, con una classe immensa e con una voglia di divertire e divertirsi notevole in rapporto alle primavere sulle spalle. Le danze si aprono con Good Times Bad Times, una scelta non casuale. Se perplessità c’erano, vengono subito fugate dalle prime note, che ci riconsegnano quella band che tanto altro avrebbe potuto dare al mondo del rock se non fosse incappata nella tragedia che ha ucciso “Bonzo”. I singoli brani in scaletta sono quasi inutili da citare, ci sono tutti quelli che possono esserci, mentre a mancare sono semplicemente quelli che Plant non è più in grado di cantare nonostante l’accordatura ribassata utilizzata per mascherare le pecche imposte al suo timbro dall’età, come ad esempio Immigrant Song.

La scaletta risulta quindi un formidabile excursus tra autentiche chicche dal vivo come Ramble On o For Your Life, tra i formidabili riff di Black Dog, Dazed and Confused, Kashmir (il momento migliore dell’opera) e Whole Lotta Love, i passaggi quasi sensuali di Since I’ve Been Loving You (con Plant in difficoltà), quelli da lacrime di Stairway To Heaven e tutti gli altri. Se del figlio di “Bonzo” si può dire che abbia sempre fatto il suo, se di Plant possiamo aggiungere che fatto salvo l’abbassamento naturale dell’estensione è ancora in grado di regalare bei momenti di canto rock, pur avendo perso molta della carica sessuale che lo caratterizzava in gioventù, qualcosa di più si deve dire per Page e Jones. Il chitarrista è ancora in grado di tirare fuori dal suo strumento assoli favolosi risultando grandissimo anche in fase ritmica, ma è Jones ad avere finalmente il giusto spazio, portando il suo basso anche nei territori funky di Trampled Underfoot (versione Led Zep di Terraplane Blues), o nella plumbea No Quarter. Non manca il blues di un certo tipo con In My Time of Dying e Nobody’s Fault But Mine. Soprattutto sul palco c’è e si sente l’attitudine di un tempo dei Led Zeppelin, quella con la chitarra a doppio manico, il theremin, l’armonica e la voglia di suonare la loro musica, quella che ha reso diverso il rock per sempre, fino al bis un po’ in apnea di Rock and Roll.

LedZeppelin-BannerL’opera si presenta in formato doppio CD, con il secondo contenente i pezzi più noti, i classici senza tempo, ed il primo più da collezionisti se vogliamo, con le rarità dal vivo ed i pezzi meno noti, se di pezzi meno noti si può parlare nel caso dei Led Zep. Sicuramente la versione DVD è quella in cui le emozioni di questo concerto irripetibile si possono gustare in pieno, tranne ovviamente che siate stati tra quei pochi fortunati che hanno potuto partecipare fisicamente all’evento. Tuttavia i due CD in analisi sono veramente un godimento per le orecchie, sia per i fans di vecchia data della band, sia per i giovani che volessero prendere contatto con una leggenda che ha ridisegnato i confini tra folk, blues, rock ed hard rock.
led-zeppelin3-620x350Generalmente sono contrario a queste operazioni, per lo più connotate dalla semplice voglia di riempirsi le tasche, spesso da parte delle case discografiche prima che degli artisti. Stavolta, però, si tratta di soldi ben spesi. Da ascoltare magari in auto, con il volume posto ad un livello competitivo con quello del mega stereo della macchinetta con guida senza patente del quindicenne che vi sta accanto al semaforo, col suo cappellino con la visiera al contrario ed un rap sconclusionato a palla che gli spacca il lunotto posteriore. Guardatelo con aria sdegnata, aumentate ancora il volume di Whole Lotta Love e ripartite con calma, senza sgommare. Lui non capirà, ma voi sì.  – Da metallized.it

Led Zeppelin 2007 Celebration Day Full Concert

Dec. 10, 2007 at The O2 Arena, London, England

The Kennedy Center Honors Led Zeppelin 2012

David Letterman Show – Led Zeppelin, 3-12-12.

Jimmy Page, Robert Plant e John Paul Jones ospiti del David Letterman Show per la promozione del loro ultimo disco, “Celebration Day”.