Turisti e viaggiatori

di Giuseppe Tramontana.

Ormai me ne sto convincendo sempre più: esistono due tipi di studenti: quelli che hanno l’animo del turista e quelli che hanno l’animo del viaggiatore. I primi – la maggioranza, bisogna dire – sono quelli che hanno come obiettivo l’accumulazione di bei voti. A qualunque costo. Anche immeritati. Anche conseguiti con compromessi e sotterfugi. Sono quelli assillati dal voto al di sopra del sei, che non si accontentano mai, ma che dimenticano tutto dopo la relativa interrogazione. Sono quelli che vogliono il voto alto all’esame  per poter essere ammessi a medicina o architettura o economia o ingegneria. Anche se di tutte queste scuola (ex facoltà) a loro, personalmente, non interessa granché e, probabilmente, non vi sono neanche portati. Per loro, esiste solo il voto scritto sul registro così come solo il “pezzo di carta” al termine del percorso scolastico. E che poi quel voto o quel pezzo di carta, in realtà, stia lì ad attestare  le conoscenze acquisite, be’, questo è irrilevante. A loro interessa mostrare i voti proprio come al turista-tipo la collezione delle foto dei posti visitati. Gli studenti-viaggiatori – la minoranza – sono quelli che amano studiare, sono curiosi, si appassionano alle storie, ai temi, agli argomenti e li approfondiscono o chiedono consigli per farlo. Che, magari, accettano anch’essi qualche aiuto estemporaneo o mettono in atto qualche s stratagemma, ma poi lo sorreggono con lo studio, con la passione,  anche ex post. Sono quelli che chiedono suggerimenti, titoli di libri. E che, soprattutto, hanno gli occhi sbarrati, lucidi, quando si leggono le lettere dei condannati a morte della Resistenza o si mostrano le immagini del bombardamento della Moneda.