TESTACCIO. Tradizione nel cuore di Roma

 di Noemi Lusi.

Testaccio, uno dei rioni più caratteristici di Roma, ha preso questo nome da una collina artificiale alta, con un ampio perimetro di base ed una superficie di circa 2200 mq. formata da cocci, frammenti di anfore. Il suo nome attuale deriva dall’etimo latino “testa” che significa coccio e ha assunto un’importanza rilevante quale prova della storia della Roma antica.

E’ difficile scegliere un aggettivo capace di definire quest’area che si trova a sud dell’Aventino presso il Tevere. Suggestivo potrebbe andare, interessante è ovvio ma meglio si attaglia ‘vero’ perché Testaccio è riuscito a mantenere i suoi tratti senza che lo scorrere del tempo, le mode, i media con il loro potenziale di stimoli lo abbiano modificato.  Nonostante la vitalità e lo scambio con l’esterno Testaccio non si è svuotato della sua essenza. Piuttosto l’ha diffusa grazie alla proverbiale ospitalità verso chi si è avvicinato frequentando gli innumerevoli piccoli locali presso cui si mangia ancora in modo tradizionale, preservando gli antichi gustosi sapori di un tempo passato.

La presenza distaccata del Tevere completa la serenità che si respira intorno e Ponte Testaccio, ad arcata unica lungo 122 metri e largo 32, incornicia la singolarità di questo rione che osserva la sua fama crescere, suo malgrado.