Solo qualche esempio

di Vittoria Di Fabio.

Per quanto riguarda la Crisi sentire affermare che il peggio è alle spalle risulta azzardato tranne che non si voglia ipotizzare l’intento di trasferire un utile ottimismo. In realtà gli interventi che vengono intrapresi sono numerosi e così ben presentati che non si avvertono i non insignificanti effetti negativi.

Certamente di recente la nostra società si è andata caratterizzando o per difetto o per eccesso di iniziative.

Attualmente l’atmosfera che si respira è di movimento e di dichiarata ferma volontà di cambiamento ma, al tempo stesso, si avverte una non sottile venatura di dubbio sulla possibilità di ottenere, a breve, risultati sensibili e duraturi al di là di quelli che risuonano ma non sembrano risolvere.

Il disagio aumenta, purtroppo, anche per il susseguirsi di informazioni che sono frequenti e contrastanti, poco comprensibili quando diventano eccessivamente tecniche, sconcertanti quando si tratta di dichiarazioni non accompagnate da modalità di attuazione, intimorenti quando vengono corrette precisando che ‘quanto alle precedenti’ si sarebbe trattato soltanto di bozze.

Capita, inoltre, che la competenza, valore ancora indiscusso, venga costretta da intenti di democrazia fallaci in conseguenza dei quali la percentuale decisa a tavolino viene nello scegliere imposta sulla validità indiscussa, proponendo in tal modo nuove leve con qualche potenzialità ma con nettamente minor esperienza, purché di sesso femminile, per lavorare alla guida di contesti decisamente complessi.

D’altra parte accade che figure di rilievo di notevole capacità gestionale vengano allontanate da una carica trasferendo in tal modo l’idea che il passato, ora etichettato come negativo e, comunque, stagnante, deve essere accantonato per poi apprendere che le stesse figure, in quanto valide, sono state impiegate in altri compiti di rilievo in cui, ci rassicurano, percepiranno importi degni di una ritrovata sobrietà di un settore pubblico non più distante dai cittadini’, intendendo con ciò che il loro compenso non supererà quello del Presidente della Repubblica.

Il commento secondo cui è molto più facile criticare che operare ha un suo fondamento, ma non si attaglia alle osservazioni non malevole qui riportate da parte di uno dei tanti che è molto preoccupato degli effetti di quanto viene deciso ed attuato perché da ciò avrà, indirettamente ma inevitabilmente, la propria esistenza profondamente modificata.