SOCIETÀ IN MOVIMENTO. Fatti ed intenti

di  Vittoria Di Fabio.

10.000 buste dall’INPS: questo annuncio è suonato subito inevitabilmente inquietante  perché l’INPS non contatta mai per  comunicazioni di lieve consistenza e tale sensazione si è rafforzata quando fu specificato che avrebbero annunciato la consistenza dell’importo delle pensioni a campione, ma riferite ad un lontano quanto incerto futuro.

Ci siamo interrogati, nell’attesa, sulla ragione vera dell’invio e sulla possibile percentuale di aderenza ad una realtà remota senza trovare una ragionevole risposta. Si è provato, anche, ad ipotizzare che si volesse allertare sull’insufficienza per la sopravvivenza futura degli importi in esse specificati.

Non trovando possibili risposte,  ci si è chiesti quanto possa essere costata questa iniziativa, arrivando a pensare che avrebbe potuto essere utile impiegare i fondi per sollevare la condizione di molte persone che hanno redditi al di sotto del concepibile.

Abbiamo atteso, anzi stiamo ancora attendendo, potendo soltanto considerare le risposte di chi l’ha già ricevuta. Il feedback da parte di coloro che vengono intervistati e che esprimono l’effetto che la ricezione ha avuto su di loro rivela che la maggioranza sottolinea l’inutilità di quanto non è valutabile a causa della distanza in termini di numerosi lustri e vari  decenni. Altri hanno pensato di dover interpretare l’iniziativa come un ‘consiglio’ verso l’accensione di un’assicurazione che affianchi in futuro il reddito scarso.

Inevitabile l’obiezione che ne è derivata cioè l’impossibilità di aggiungere un’altra cospicua uscita agli già scarsi e bloccati redditi. Questo è emerso da chi  sta in vario modo comunque attualmente lavorando, ma ben sappiamo quanto sia alta la percentuale di disoccupati.

Dunque, a che pro?