SOCIETA’ IN MOVIMENTO. Efficienza apparente

di Vittoria Di Fabio.

Ogni giorno, prima di programmare la scaletta degli impegni, occorre informarsi per sapere se si può utilizzare il proprio mezzo di trasporto in quanto la nostra aria, che tale non è più, risulta pregna di materiale di scarto e sembra sia necessario ridurre la circolazione dei veicoli. Si decide, quindi, in alcuni casi di ordinare il fermo delle macchine a giorni alterni, riferendosi al numero finale della targa ed ammettendo alla circolazione una volta quelle con targa dispari ed il giorno seguente quelle con targa pari. Pur essendovi chi ritiene che occorrerebbe un urgente piano nazionale di intervento, assistiamo a scelte estemporanee, tutte ampiamente motivate ma spesso discordanti. Un folto gruppo di persone, anche presumibilmente competenti,  si dichiara convinto che queste misure non risolvono il problema. Impedendo, infatti, alle macchine di circolare per un certo numero di ore,  è assai probabile che il traffico nelle ore precedenti o successive si intensifichi. Sentiamo, preoccupati, che la pianura padana praticamente ‘manca di finestre’, compattando con ciò tutto lo smog già in circolo e quello che man mano si aggiunge, contro il quale il rimedio unico ed atteso è, banalmente, la pioggia. Meraviglia che si insista tanto sulla necessità che non avvenga l’accensione degli innumerevoli camini che utilizzano la legna.  Si sono, poi, raccomandati che il riscaldamento negli ambienti non arrivi a temperature superiori ai diciotto gradi e che comunque non lo si tenga acceso per oltre otto ore. Non è mancata l’immagine di un paesaggio cinese assai più grigio a causa dello smog , in  modo da ridurre la preoccupazione che comincia a percorrere l’intelligenza dei più attenti. Qualche anno fa di fronte ad un simile evento si sarebbe insorti verbalmente convinti che i depuratori dovessero essere utilizzati e controllati e che la carenza o la loro inefficienza potessero essere la causa prima dell’inquinamento dell’aria e che, perciò, questo tipo di interventi spettassero alle istituzioni.

ll tempo, però,  passa e cambia tutto non lasciando altra scelta che adattarsi alle nuove tendenze e cercare di convincersi che il passato in quanto tale ha perso il valore che eravamo soliti attribuirgli.

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