SOCIETA’ IN MOVIMENTO. Di nuovo a Parigi

di Vittoria Di Fabio.

Il servizio trasmesso dalla televisione in diretta da Parigi il 14 novembre 2011, prima ancora di entrare nei dettagli truci di un’iniziativa incomprensibile ed inaccettabile, descriveva e sottolineava il silenzio, il gelo nella comunicazione, l’inutilità della parola che percorreva le vie della città, operosa più che mai ma incapace di soffermarsi a conversare su quanto non è recuperabile e da cui si ha ragione di sentirsi fin d’ora,  comunque, ulteriormente soggetti a minaccia.

I non addetti non riescono a discutere, non possono dedurre, non  combattono. Soffrono in silenzio per quanto hanno visto, non dibattono perché non vedono una logica cui aderire o da rifiutare, una teoria da sostenere o cui opporsi. Nella nostra cultura non dimora la logica di una violenza che non dà scampo e che può aver luogo sempre e comunque. Questi eventi risultano inspiegabili e ancora meno accettabili se fondati su convinzioni e teorie che, in quanto tali, contengono la possibilità di essere attenuate, mediate, modificate allo scopo di aiutare gli esseri umani e non volte ad indebolirli fino alla distruzione completa.

E’ sconvolgente vedere Parigi, culla della civiltà occidentale, ammutolita. Nei passi lenti ma determinati dei numerosi cittadini francesi, che hanno comunque voluto raggiungere Place de la République, leggiamo in realtà  che si troverà il modo di far comprendere la bellezza insita nella libertà e la forza positiva del rispetto.