SOCIETÀ IN MOVIMENTO. Coesistono tante verità

di Vittoria Di Fabio.

Il problema di comprendere ciò che è vero, ciò che sembra vero e ciò che viene dichiarato tale non è mai stato risolto ed è, perciò, inquietante.

Ormai da anni si sottolinea che l’Europa invecchia e così anche l’Italia al punto che assai di frequente si discute dell’importanza che riveste l’arrivo di persone da altri paesi, per le quali si organizza come meglio si può l’accoglienza, il che comporta complessità di non scarso rilievo.

Abbiamo nel tempo appreso che l’interazione, lo scambio e la connessione di più culture non solo è inevitabile ma anche e soprattutto reciprocamente conveniente sia in termini di rafforzamento delle risorse sia dell’opportunità di sostenere chi soffre  e chiede aiuto.

Si tratta, dunque, sostanzialmente del problema demografico e meraviglia che si insista tanto su questo aspetto, considerandolo risolutivo, senza soffermarsi a sufficienza sui numerosissimi italiani in grado e desiderosi di procreare.  Ponendo in atto provvedimenti che li incoraggino concretamente ad effettuare tale scelta all’interno del territorio nazionale,  si potrebbe nettamente contribuire a migliorare le percentuali che tanto ci preoccupano.

Esistono cause ben identificate alla base della riduzione delle nascite e si conosce l’importanza di sostenere chi vuole affrontare la maternità. Sicuramente non è estranea la crisi, che ha coinvolto tutti gli strati sociali ed che ha determinato una ridotta disponibilità economico-finanziaria in alcuni di essi, cui si affianca il problema degli asili nido considerati eccessivamente onerosi, la ridotta rapidità degli spostamenti dovuta ad un traffico notoriamente pesante, soprattutto nei grandi centri urbani, nei momenti chiave della mattina, nel recarsi al lavoro ed al ritorno, etc. etc.

E’ giusto, dunque, aiutare come, quanto e quando possibile chi arriva e chiede supporto ma è altrettanto importante aiutare e sostenere, come già avviene in alcune nazioni della U.E., chi nel paese desidera ed è in grado di dare la vita e che, probabilmente, anche per le ragioni cui si è accennato, si trova a dover rinunciare.