SCUOLA. Futuro incerto

di Vittoria Di Fabio.

La società italiana è in subbuglio poiché è in corso l’esame del ddl scuola che il 20 maggio dovrà essere votato mentre i sindacati da tempo ed in modo netto si dichiarano contrari. Le voci che corrono differiscono molto. C’è chi difende la scelta in quanto porterebbe la scuola fuori dal secolo scorso verso nuovi orizzonti, chi ribadisce che la scuola è di tutti, chi osserva con occhio concreto le decisioni che presto lasceranno il posto a difficoltà impensabili e, purtroppo, talvolta non comprensibili. I sindacati prospettano iniziative sempre più ferme mentre il governo rivendica di dover procedere senza esitazioni verso il voto finale.
Mentre appaiono promesse e rassicurazioni circa l’intenzione di tener conto delle critiche, si parla di mobilitazioni anche durante il periodo degli scrutini. Non è facile accettare che i docenti non abbiano più la possibilità di appartenere ad un istituto nè la stabilità per restarvi secondo un principio di sana continuità didattica.

Verranno inviati a lavorare a chilometri di distanza. Si prevede, infatti, l’eliminazione della distinzione di due organici, funzionale e di cattedra, e la confluenza in un unico organico, punto forte della riforma. I docenti dovranno presentare il proprio curriculum presso scuole e dovranno sperare di essere scelti dai presidi che avranno il diritto di selezionare secondo i bisogni del proprio istituto. Verranno creati albi regionali in cui confluiranno i docenti neoassunti nel 2015 e i docenti di ruolo che dal prossimo anno avranno fatto richiesta di mobilità ivi compresi i docenti soprannumerari. Gli Albi regionali, se approvati, saranno il cardine dell’assegnazione degli insegnanti agli istituti a seguito della proposta da parte del dirigente cui viene dato il potere di chiamare nella propria scuola, sulla base del curriculum, i professori che meglio si confanno alle esigenze del piano dell’offerta formativa della scuola. Gli incontri, i tentativi di mediazione, le richieste e le risposte ancora in corso lasciano spazio a poco ottimismo, visti i toni e le ragioni che ognuno si attribuisce. Certamente quanto è in corso costituisce una modifica inquietante di un mondo, di un contesto, di una categoria, di una realtà fondamentale, la scuola, il cui nuovo assetto indurrà un cambiamento profondo delle relazioni interne.