Salvatore Carnevale. A 60 anni dalla sua uccisione il lamento è ancora forte

di Giuseppe Tramontana.

Ormai se lo ricorda quasi più nessuno. Ma 60 anni fa, il 16 maggio 1955, veniva ucciso Salvatore Carnevale, bracciante socialista, diventato sindacalista per necessità. Venne ucciso a 31 anni la mattina, mentre l’alba in cielo riluceva, da sicari mafiosi. Questo disse Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica, ex partigiano e uomo di punta del PSI, ai suoi funerali: “Non dobbiamo trarre ragioni di vendetta dalla morte di Salvatore Carnevale, la storia penserà a vendicarla. Dalla sua morte dobbiamo trarre incitamento ed esempio: l’esempio che egli ci lasciò è di fedeltà alla classe operaia, di fedeltà al partito, di fedeltà alla bandiera per la quale caddero Buozzi e Matteotti. Non c’è che un modo per onorare Turiddu, occupare il posto che lui ha lasciato vuoto. E’ un cammino duro e difficile, o giovani, ma la speranza di ieri per milioni e milioni di uomini è diventata una certezza e una realtà. I nostri capelli sono già bianchi, ma voi giovani potrete realizzare la meta per la quale noi ci siamo battuti, per la quale, ultimo, è caduto Salvatore Carnevale, la vittoria del socialismo sulla quale egli ha puntato fino al sacrificio”. Non so se il socialismo agognato da Turiddu Carnevale arriverà, ma senza quell’idea di onestà, senza quella sete di giustizia e uguaglianza, senza quella determinazione non riusciremo a rendere più vivibile nemmeno questa società. E questa vita per molti indegnamente vissuta.