RUBRICA L’ANNACATA. Vocabolario greco

di Giuseppe Tramontana.

Accordo: Giungono, da Bruxelles, notizie di accordo UE-Grecia. Un’ottantina di miliardi in cambio di riforme devastanti, non ultima la privatizzazione di tutto il privatizzabile. E, probabilmente, la testa di Tsipras. Il quale avrebbe dovuto saperlo: chi pecora si fa, il lupo se lo mangia!  

Austerity –  I tedeschi pensano di far progredire l’Unione europea regalandole portamonete di pelle greca.

Curiosità – Quanto darei per sapere questo: dopo averla cacciato dalla zona euro, cosa se ne farà l’Europa del debito della Grecia?

Debiti/1 – Dui su’ i putenti:/ cu havi assai e cu nun havi nenti.

Debiti/2 – “Nulla tu devi, Sesto, nulla tu devi, no:/ debiti ne ha soltanto chi soddisfarli può.” (Marziale, Tutti gli epigrammi).

Dignità – Per i cervelli mainstream europei dignità e orgoglio stanno scritti sui biglietti da 50 euro. Per questo non possono sopportare i Greci. 

Eccesso – Eccedere nelle richieste, anche quando si ha ragione, non è mai una buona cosa. E’ come  strangolare qualcuno con la sua stessa cravatta. Ogni eccesso, diceva Freud, reca con sé il germe della propria auto-soppressione. In quanto europeo sono preoccupato.

Economisti – Gli italiani si sono scoperti tutti economisti. D’altra parte in assenza di Mondiali, come possono riciclarsi i 60 milioni di Ct? E, poi, si sa, a parlare di ciò che non si conosce si finisce per impararlo.

Egocentrismo – Renzi: un egocentrico che si interessa più di sé che della cosa in sé.

Europa – Cos’è l’Europa se non una Megàle Hellas.

Europei – Gli europei che stanno affondando la Grecia dovrebbero tremare al pensiero che Dio è giusto.

Europeismo – Neoliberalismo temperato da assolutismo.

Garanzia – La Finlandia ha proposto che la Grecia garantisca il debito consegnando il Partenone. Un avvoltoio  contro la civetta di Minerva.

Kant – Me l’ero sempre chiesto. Come mai un filosofo come Kant, illuminista, cosmopolita, teorica ne Per la pace perpetua di una sorta di ONU ante litteram, come mai, dicevo, non ha avuto l’effigie riportata su una qualche conio dell’euro?  Ieri una risposta me l’ha fornita il capogruppo dei Popolari al Parlamento Europeo, Weber, che ha detto: “Che la Grecia sia da esempio per tutti i Paesi europei, soprattutto per quelli indebitati!” Dall’austerity non si esce, men che meno con un governo di sinistra. Ecco il vulnus: come può essere compatibile tale pigmeo con il teorico della seconda formula dell’imperativo categorico, quella che raccomanda di usare l’altro sempre  come fine e mai come mezzo?

Meschinità – Nulla vale più, per il meschino, vendicarsi della dignità mostrata dall’avversario, della quale lui mai potrebbe fregiarsi.

Perdono – Vi sono persone e nazioni alle quali non si perdona nulla. Men che meno la storia.

Punizione/1 – Anche il Guardian lo scrive a chiare lettere: “L’Europa si vendica di Tsipras”. Bisogna diffidare – come diceva un grande tedesco, Nietzsche – di tutti coloro in cui è potente l’impulso a punire.

Punizione/2 – Punendo la Grecia, i Paesi dell’Eurozona puniscono se stessi.

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Radici – Vuoi vedere che sono le radici cristiane che asfissiano la Grecia!

Salvezza – Parafrasando Blanqui: “Chi ha del marmo ha del pane”.

Schaeuble – Un corvo appollaiato sul glifo.

Sconfitte – Ognuno finisce per trovare la sua Waterloo. O le sue Termopili.

Servitù – Oh miseria umana, di quante cose per danari ti fai serva! (Leonardo da Vinci, Scritti letterari).

Umiliazione – Non potendo fare dei greci degli umili, vogliono farne degli umiliati.

Usura – “L’economia politica è il codice dell’usura.” Ma uccidere il debitore è il codice dell’idiozia.

Vittorie – Mi ha chiamato una mia amica greca da Atene. E’ un medico ed è sicura che, alla fine, la Grecia la spunterà. “Noi abbiamo fermato i Persiani – mi ha detto testualmente – mentre i tedeschi alla fine hanno perso tutte le guerre!” Ahimè, siamo rinchiusi nella prigione dorata della storia e ci stiamo innamorando delle sue sbarre. 

Volgarità – Diceva Jacob Burckhardt che l’immortale sulla terra è la volgarità. In Italia, spesso, braccio armato del servilismo. Leggere “Panorama” per credere. 

Zelo –  Juncker, Tusk, Merkel, Schaeuble:  zelo calmo e ordinato. Da beccamorti!