#rompere il silenzio. Roma, 14 Novembre.”Siamo tutti Nino Di Matteo”

di Giorgio Bongiovanni.

#rompere il silenzio – Roma, 14 Novembre. ”Siamo tutti Nino Di Matteo”

Continua la campagna delle Agende Rosse e Scorta Civica per diffondere l’appello #Rompiamo il silenzio attorno al pm Nino Di Matteo raccogliendo le testimonianze di personaggi pubblici della società civile, istituzioni e mondo dello spettacolo. 
Questa volta a richiamare tutti a Roma è il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e l’attore Giorgio Tirabassi che nelle miniserie Tv “Paolo Borsellino”, andata in onda nel novembre 2004 su Canale 5 e in replica quattro anni più tardi su Rete4, ha interpretato il giudice palermitano ucciso dalla mafia. A sottolineare l’importanza di esprimere il sostegno al magistrato Di Matteo ci sono anche altri uomini dello spettacolo: Giulio Cavalli, Maurizio Bologna e Marco Manera. Il primo è attore teatrale e scrittore che oltre a mettere in scena diversi spettacoli per denunciare le realtà di mafia e corruzione ha scritto alcuni libri. Ultima sua opera letteraria uscita a settembre è il romanzo  Mio padre in una scatola da scarpe. Il secondo anch’esso attore e autore oltre che regista ha recentemente partecipato a due film importanti sul tema mafia: “La mafia uccide solo d’estate” di Pif e “La Trattativa” di Sabina Guzzanti, dove interpreta la parte di Marcello Dell’Utri. Infine a chiudere l’appello c’è appunto Marco Manera, coinvolgente attore comico palermitano che si occupa anche di teatro e cabaret.
Questo entusiasmo contagiante che si sta diffondendo tra cittadini e personaggi pubblici speriamo che coinvolga il più possibile e stimoli la cittadinanza ad una partecipazione cosciente e massiva che riempia la piazza romana il 14 novembre prossimo.

Don Luigi Ciotti: ”Noi Stiamo con Di Matteo”

Intervista di Giorgio Bongiovanni


Malgrado il silenzio istituzionale che circonda la condanna a morte espressa dalla mafia siciliana nei confronti di Nino Di Matteo, non manca la solidarietà della società civile e di alcuni uomini delle istituzioni (il sindaco Orlando ed altri), nonché del sacerdote antimafia, conosciuto in tutto il mondo per il suo impegno per la legalità e fondatore dell’Associazione Libera.

Don Luigi Ciotti ha espresso piena solidarietà al magistrato Nino Di Matteo nell’intervista rilasciata in esclusiva alle Agende Rosse di Palermo e Trapani e ad ANTIMAFIADuemila.

Orlando: ”Rompiamo il silenzio su Di Matteo”

Intervista di Giorgio Bongiovanni


Lo schierarsi in difesa di un magistrato, Nino Di Matteo, condannato a morte dal Capo dei capi in persona, Salvatore Riina. I motivi che hanno portato il Comune di Palermo a costituirsi parte civile al processo sulla trattativa Stato-mafia. L’importanza di essere presenti, accanto a tanti italiani onesti, alla manifestazione “Rompiamo il silenzio” che si terrà a Roma il prossimo 14 novembre, proprio per squarciare quel velo di indifferenza istituzionale nei confronti del magistrato palermitano, nonostante l’ennesima conferma di un pentito, Francesco Chiarello, della presenza a Palermo dei centocinquanta chili di tritolo per uccidere il giudice. Sono questi i contenuti dell’intervista esclusiva al sindaco Leoluca Orlando che abbiamo raggiunto, anche grazie alla collaborazione di Linda Grasso delle Agende Rosse, con le nostre telecamere, a Palazzo delle Aquile.

“Rompiamo il silenzio – dice il primo cittadino – per assolvere un dovere che è sicuramente istituzionale ma che è anche umano e civile. Difendiamo la dignità dello Stato difendendo un magistrato che è impegnato a difendere la credibilità dello Stato”. E poi ancora: “In questo momento proprio il processo sulla trattativa Stato-mafia serve a rompere il messaggio ammiccante tra uomini delle istituzioni e boss mafiosi”.

Non è un Paese per onesti – Passaparola INTEGRALE!


Intervista di Nicola Biondo
In un Paese in cui lo Stato processa se stesso, in cui il presidente della Repubblica finisce intercettato con un indagato e schiaccia una procura contro la “sua” Corte Costituzionale, chi porta avanti un’inchiesta per l’accertamento della verità viene isolato, minacciato, processato dai suoi stessi colleghi e poi, ovviamente, si fa di tutto per togliergli quelle carte di mano.
Nino Di Matteo, pm di Palermo sotto scorta, non può più vivere come una persona libera. Sacrificio a cui non si contrappongono riconoscimenti istituzionali o l’appoggio delle più alte sfere dello Stato. Tutt’altro. Ma va bene così.

20151114 manif dimatteo roma

Quando, nel febbraio del 2015, Sergio Mattarella venne eletto a rappresentare la più alta delle nostre istituzioni, la Presidenza della Repubblica, ai giornalisti che, forse per le mie note posizioni riguardo al suo predecessore, mi chiedevano un parere su questa nomina, risposi che per potere dare un giudizio non mi sarei fidato più delle parole, se ne sentono troppe nel nostro paese, ma avrei aspettato i fatti.

I fatti li sto ancora aspettando. In quelle occasioni in cui sarebbe potuto intervenire, come il mancato accoglimento della richiesta di Nino Di Matteo di essere assegnato come Sostituto Procuratore alla Procura Nazionale Antimafia, respinta dal CSM con un assurdo undicesimo posto in graduatoria su tre posti disponibili, non ha ritenuto di intervenire.

E non ha ritenuto neanche di dovere seppure soltanto rispondere ad un appello di Letizia Battaglia, al quale aderii subito anche io, perché, nella sua veste di Presidente del CSM intervenisse in qualche maniera per rivedere una decisione assurda nei confronti di un magistrato la cui esperienza nel campo della mafia e delle commistioni tra mafia e politica non ha oggi eguali in Italia. Purtroppo però oltre ai fatti sono mancate anche le parole. Non una parola di solidarietà, di sostegno nei confronti di un magistrato che non ha ricevuto soltanto delle minacce di morte ma che credo si trovi oggi nelle stesse condizioni in cui si trovò Paolo Borsellino nei 57 giorni che separarono il suo assassinio da quello del suo fraterno amico e collega Giovanni Falcone.
E questo silenzio risalta in maniera ancora più sinistra in mezzo al silenzio, un vero silenzio di morte, da parte di tutte le altre istituzioni.
Ho esitato a lungo prima di dare la mia adesione a questa manifestazione a sostegno di Di Matteo, non perché non la ritenga necessaria e doverosa ma perché ho paura che il sostegno dei milioni di persone che, sono sicuro, appoggiano Nino Di Matteo e guardano a lui con speranza e fiducia, dei milioni di persone che credono nella Giustizia, non si traduca poi in una effettiva mobilitazione che spinga tutti, tutti, a tradurre il loro impegno dalle parole all’azione.
Ho timore che una per quanto partecipata manifestazione ma inevitabilmente limitata nei numeri per chi non dispone dei mezzi e dei canali disponibili a partiti e sindacati, venga poi strumentalizzata da chi non perderà tempo ad evidenziarne i limiti spacciandoli per un limitato sostegno ed interesse dell’opinione pubblica.
E’ facile aderire a un gruppo su un social network, scrivere messaggi di adesione, ma tanti, troppi, ritengono di avere così esaurito il proprio impegno, di aver fatto la propria parte.
Io a Roma ci sarò, e leverò in alto, ancora una volta, la mia Agende Rossa, griderò con tutta la voce che mi resta la mia rabbia e la mia voglia di RESISTENZA, ma vorrei non doverlo fare, ancora una volta, anche per chi non ci sarà.

Salvatore Borsellino

(1° ottobre 2015)


Roma, sabato 14 Novembre 2015: manifestazione in difesa di Nino Di Matteo e della sua scorta

PUNTO DI RACCOLTA: Roma, Largo Corrado Ricci – Fori Imperiali

QUANDO: sabato 14 novembre 2015, ore 10.00

IL PERCORSO del CORTEO: da Largo Corrado Ricci a Piazza Santi Apostoli

 

Sabato 14 novembre 2015: Manifestazione nazionale per chiedere, pretendere, dalle Istituzioni dello Stato di #rompereilsilenzio circa le sorti del PM Nino Di Matteo e della sua scorta. Un silenzio complice che determina l’isolamento istituzionale del PM più esposto e minacciato d’Italia, colui che è riferimento delle indagini nel processo trattativa stato-mafia celebrato a Palermo.
Diversi collaboratori di giustizia hanno riferito dell’esistenza di un progetto di attentato nei confronti del Giudice Di Matteo e alcuni di loro hanno addirittura parlato di un grosso quantitativo di tritolo già pervenuto nel capoluogo siciliano e pronto ad essere usato.
Le Istituzioni hanno taciuto qualunque parola di sostegno nei confronti del dottor Di Matteo. Gli stessi organi di informazione, tranne poche eccezioni, non hanno mai speso una sola parola o mandato in onda alcun servizio televisivo sui rischi che il Giudice Di Matteo e i ragazzi della sua scorta debbono affrontare ogni giorno. Abbiamo pertanto deciso di contrastare questo silenzio con una manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 14 novembre e consisterà in un pacifico quanto determinato corteo che si snoderà nelle vie del centro storico della Capitale.
All’interno del corteo saranno tassativamente vietati loghi o simboli e riferimenti ad alcun partito e esponente politico. Il grido di sostegno per il Giudice Di Matteo dovrà arrivare dal cuore dei cittadini, a prescindere dalle loro convinzioni politiche,
Vi invitiamo a partecipare numerosi e a donare a questa causa la vostra passione, il vostro spirito civile e la sete di giustizia e verità che hanno contraddistinto il percorso lavorativo del Giudice Di Matteo.

Salvatore Borsellino con Movimento delle Agende Rosse e Scorta Civica Palermo

Evento facebook: facebook.com/events/1628507964093818

Pullman da Bologna per Roma: Siamo tutti Nino Di Matteo – 14 novembre

Pullman da Porto Sant’Elpidio (Fermo): Siamo tutti Nino Di Matteo – 14 novembre

Elenco eventi locali:
Napoli e Campania: facebook.com/events/1013255768725234
Milano e Lombardia: facebook.com/events/1618884398336323
Friuli e Veneto: facebook.com/events/1055904704443039

ARTICOLI CORRELATI

La vera storia del giudice Di Matteo

Di Matteo: ”Per la magistratura non è più prioritaria la lotta alla mafia”
Intervista al pm che indaga sulla trattativa Stato-mafia L’impegno costante contro un “sistema criminale integrato” che tiene sotto scacco il nostro Paese.

ASSEDIO ALLA TOGA. Un magistrato tra mafia, politica e Stato (PDF)
(Intervista di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo al pubblico ministero di Palermo pubblicata nell’edizione cartacea numero 1 del 2012)

Tritolo per Di Matteo, silenzio di morte

Di Matteo: ”Per la magistratura non è più prioritaria la lotta alla mafia”

ASSEDIO ALLA TOGA. Un magistrato tra mafia, politica e Stato (LIBRO)

Da antimafiaduemila.com – 26 Ottobre 2015