Roma in bianco e nero

di Noemi Lusi.

           Fra la gioia del Natale e la sottesa perplessità nel dover ridurre le spese per bilanciare il precario equilibrio finanziario della famiglia o di ogni soggetto single, striscia un rammarico poiché si vede che le decisioni che ci hanno spiegato occorrono per rimettere in forze l’Italia in realtà non vengono prese con l’impeto e la tempestività che a noi non addetti sembrano occorrere.

            In particolare chi vive nella capitale avverte il procedere e la stasi. Un nuovo anno si avvicina e spesso si sente dire che un’iniziativa importante è stata votata, ovviamente con la fiducia e che avrà concreta realizzazione nel 2015 giungendo a compimento nel 2017. In tutti i campi e quindi anche in politica, siamo abituati a sequenze più ardite.

           Come conseguenza gli Italiani sembrano interessarsi sempre di più alla Meteorologia, che è variabile ma comprensibile ed anche in certa misura prevedibile. Al termine dei numerosi lunghi soliloqui dell’addetto alle trasmissioni televisive di turno, ci rendiamo conto che in realtà ci siamo persi e che non tratteniamo neanche le notizie che riguardano la nostra area, oggi. Dunque non siamo noi a desiderare di ricevere le notizie meteo, ci vengono proposte forse perché utili ed anche più economiche per quanto riguarda la loro produzione.

            Giorno dopo giorno ci capita di sentirci immersi in un’atmosfera ed una realtà ampie e profonde delle quali apprezziamo l’indiscussa vitalità che appare pervasa da spirito democratico. Eppure talvolta sentiamo la nostalgia del tempo in cui votavamo. Ora abbiamo gli addetti ai lavori che si susseguono uno o più dopo l’altro e lavorano intensamente per riportare l’Italia all’antico splendore con risultati che per ora non rassicurano del tutto.

            Ieri era Natale ed occorre, quindi, in periodo di festività, ridurre il nostro scetticismo ed abbandonarci ad un ottimismo che ci giova e che ci ricarica in vista degli stress che ci attendono.

        Vorremmo che non ci fosse bisogno degli interventi nei confronti di chi non ha autosufficienza e che ogni nucleo avesse un posto di lavoro con cui condurre un’esistenza dignitosa senza l’angoscia del distacco dal corpo sociale.