Rocca Brivio, la Signora in Rosso resta di proprietà pubblica ai Comuni di San Giuliano, San Donato, Melegnano e di Società Cap Holding

di Paolo Rausa.

Un partecipata assemblea in aula consiliare nel Comune di San Giuliano Milanese, mercoledì 13 aprile, ha ascoltato con attenzione e a tratti con accenti polemici le lunghe e dettagliate relazioni espresse dai sindaci dei comuni coinvolti, Alessandro Lorenzano di San Giuliano, Andrea Checchi di San Donato e Vito Bellomo di Melegnano, dal presidente dell’Associazione Rocca Brivio Luigi Ventura, da Russo di Cap Holding e le puntualizzazioni della liquidatrice. ‘Non era scontato – ha esordito Lorenzano – che alla fine sarebbe prevalsa fra i Comuni questa decisione, di mantenere l’edificio monumentale della Rocca di interesse pubblico, considerato il significato che assume per tutto il territorio del Sud Milanese.’ Un percorso che data dal 1994 quando i sindaci decisero di acquisire dagli eredi Brivio il maniero trecentesco, ceduto in comodato d’uso all’ordine dei Servi di Maria e mantenuto vivo dall’azione cinquantennale della Associazione Rocca Brivio, come ha sottolineato il presidente. Il percorso societario amministrativo ha visto il coinvolgimento dapprima  di Tasm e poi di Cap Holding, che hanno investito nel corso degli anni sulla manutenzione della Rocca circa 2 milioni e 500 mila €, per rendere funzionali e sicure le strutture, in particolare il tetto e garantire l’efficienza degli impianti. Andrea Checchi li ha passati in rassegna questi lavori, invitando a guardare più che alle difficoltà alle opportunità che il bene mantenuto alla proprietà pubblica può e deve offrire. Vito Bellomo invece ha sottolineato il valore di una scelta, nonostante le difficoltà finanziarie dei Comuni.

roccabriviosangiulianomilaneseRocca Brivio quindi diventa il caposaldo, il capofila dei beni monumentali, artistici e religiosi di un territorio ricco di storia, che merita di essere valorizzato con l’iniziativa e l’impegno di tutti, Enti territoriali, istituzioni e associazioni, con riferimento a Zivido e alla piana dei Giganti, all’abbazia di Viboldone, a Mezzano, al castello di Melegnano  e alle emergenze di San Donato. La gestione di Grandi Eventi è stata al centro del dibattito soprattutto per le differenti valutazioni sulla gestione che ha portato a perdite consistenti,  216 milioni di euri, che devono essere ripianati con la messa in liquidazione della società precedente. Dovrà nascere un nuovo corso che prevede il ruolo di gestore e coordinatore del Comune di San Giuliano. A suo carico sarà la manutenzione ordinaria ma senza deprezzamento della sua quota societaria nel corso del mandato previsto in 20 anni, mentre i costi per la manutenzione straordinaria verrebbero coperti con la stipula di una polizza.  Si è chiarito che il mancato versamento del canone di affitto dell’importo di 2.000,00 € mensili da parte di Grandi Eventi nel 2014 è legato ad una sua richiesta di sgravio, stante l’impossibilità di utilizzo del bene per i lavori di manutenzione del tetto. Infine, a parte gli accenni di polemiche sul deficit di gestione, gli intervenuti hanno espresso soddisfazione e riconoscimento per la scelta coraggiosa dei comuni, i cui sindaci hanno invitato le associazioni a fare della Rocca un bene al centro degli eventi culturali del territorio.