Riforza Italia

di Giuseppe Tramontana.

All’inizio – 1994 – era uno e bino: il Polo della Libertà al Nord (Forza Italia e Lega Nord) e Polo del Buongoverno al Sud (Forza Italia e AN). Grande strategia: un divide et impera in salsa berlusconiana, con la lega contro i “fascisti” di AN e AN contro i “secessionisti” della Lega. E Berlusconi nel mezzo a godere: avremmo dovuto capirlo fin da allora: fu questo l’inizio di ogni bunga bunga. Poi dal ceppo del CdL si staccarono, uno dopo l’altro, Forza Sud di Micciché, Futuro e Libertà, Fratelli d’Italia e, ora, Il nuovo centrodestra. A parte Fli, tutti autonomi da e tutti alleati con Berlusconi. “Uhm, chissà quale maturazione politica c’è dietro!?”, viene da pensare. Ma la vera domanda è: “Ma perché si staccano se poi si alleano?” Mi vengono in mente i film poliziotteschi anni settanta, quelli con Tomas Milian o Maurizio Merli. I banditi partivano sempre tutti insieme, spesso a bordo di una 124 (che era grande e ci stavano tutti), ma poi, quando la polizia li intercettava (spesso all’uscita della banca appena rapinata, allorché arrivava a sirene spiegate), si dividevano per seminarla e non farsi acciuffare. Cosa succedeva a questo punto? Che, prima di dileguarsi, scoppiava la sparatoria e un bandito – che non era mai il capo – immancabilmente restava colpito (Fini?). Ecco, si sparpagliavano per sfuggire agli inseguitori. Ma, attenzione!, poi si rincontravano, magari in un posto isolato. La banda non era finita. Aveva altri colpi da portare a segno (sennò anche il film sarebbe terminato, no?). E, soprattutto, lì per lì, c’era un bottino da dividere.