Riforme, risse e sedute fiume tra un groviglio di equilibri

di Vittoria Di Fabio.

Non è chiaro quanti dei nuovi giovani futuri votanti siano in grado di discernere fino in fondo gli equilibri variabili che si svolgono dinanzi ai loro occhi e se riescano ad individuare un riscontro logico nella loro mente.

Non è più semplice per gli adulti emettere un giudizio di merito perché si sono destreggiati con estrema difficoltà, a qualunque parte politica dedichino la loro attenzione, per comprendere le ragioni che hanno permesso a coloro che, in un recente passato, era sostanzialmente su posizioni opposte  di riuscire  addirittura a far persistere per un periodo abbastanza lungo una collaborazione relativamente solida con la parte avversa.

Nel tempo, però, in qualche modo anche ad un occhio non particolarmente attento era giunta l’impressione che si stava procedendo con rapidità verso orizzonti sicuri e verso riforme la cui importanza veniva descritta rimarcando più spesso la velocità che la concreta qualità dei contenuti.

Successivamente qualcosa ha cominciato a scricchiolare. A tale proposito sono state concepite ed espresse numerose ipotesi, ricercate cause, ipotizzate ragioni, molte delle quali non sempre consistenti, talvolta non convincenti.

Intanto il tempo passava esponendo situazioni opache, tese, incerte.

Sicuramente esplosivo è stato l’epilogo. Si sono usate espressioni forti, accompagnate da una tensione ed attacchi violenti che hanno richiesto l’intervento esterno dei commessi della Camera. I giornali riportano varie tesi nel tentativo di dare un senso a questo intreccio politico.

Riflettendo, però, ognuna delle posizioni, in fondo, avrebbe sortito un maggiore effetto se espressa con modalità adeguate.

Di fronte a questi episodi ci si domanda da che cosa derivi l’abbandono della usuale buona educazione, dell’utilizzo delle sfaccettature linguistiche con cui giungere, comunque, all’attenzione dei presenti, della imperturbabilità che usualmente accompagna la convinzione di chi ha riflettuto e vuole condividere con gli altri i propri punti di vista, della determinazione  ponderata nel portare avanti le proprie convinzioni.

Sarebbe troppo semplice decidere che è solo l’interesse personale o di gruppo, il voler raggiungere il proprio scopo verso una specifica meta, la forte spinta ad imporre le proprie convinzioni.

Forse c’è di più ed avremo modo di enuclearlo continuando a seguire gli eventi, rilevando le tendenze e valutando le conclusioni.