Riflessioni

di Vittoria Di Fabio.

Capita di frequente che eventi di portata internazionale giungano all’orecchio del cittadino che dedica qualche riflessione a ciò che colpisce la sua attenzione mentre si muove in metro o in macchina per raggiungere il luogo di lavoro, se fa parte dei fortunati.

La figura del Presidente della Banca Europea d’abitudine non attira troppo la sua attenzione ma, quando nel 2012 sente dire che Mario Draghi promette che farà tutto il possibile per salvare l’euro, decide di cercare di capire che cosa sta accadendo. Nota che Mario Draghi, preoccupato perché l’economia dell’eurozona cresce poco, ha deciso nel tempo di  attuare interventi incisivi  altrimenti si corre il rischio di una lunga stagnazione  e anche perché teme che l’inflazione scenda ancora. Gli accade così di  apprendere  che la deflazione, al di là delle apparenze, è negativa perché i consumatori tendono ad aspettare che i prezzi si abbassino sempre di più e così le aziende non vendono rendendo ancora più critica la situazione economica.

Il cittadino lavoratore  non ha né tempo né modo di decodificare tali complessi eventi e non riesce a spiegarsi perché l’erogazione di mezzi così ingenti diretti alle Banche non abbiano alla lunga prodotto effetti evidenti e rilevanti.

E’ consapevole di non possedere strumenti per comprendere tali tematiche ma non riesce a non porsi interrogativi che gli sembrano logici. Si chiede, infatti, se non sarebbe meglio finanziare un piano pubblico per l’occupazione in Europa ma si risponde che lui non può capire. Si domanda come si possa incrementare la ripresa delle attività delle imprese dal momento che si può spendere molto poco visto che il reddito è bloccato e le tasse si devono proprio pagare.

Sommerso da domande cui non può e non sa rispondere  spesso rinuncia ad approfondire i problemi che, pensa, devono essere proprio difficili se neanche chi sa e deve decidere riesce a trovare una soluzione.