Responsabilità

di Giuseppe Tramontana.

Serie B! – Lunedì scorso, 13 ottobre, un drammatico incidente si è portato via la vita di tre operai, nei pressi di Lentini, sulla Catania-Siracusa. Giuseppe Leanza , Silvestro Cerro e Salvatore Cristaudo, insieme ai colleghi Angelo Virzì e Corrado Spadaro, stavano lavorando su una corsia di emergenza quando un TIR è piombato loro addosso. I primi tre sono morti sul colpo, Virzì si trova in ospedale a Catania in prognosi riservata, l’ultimo, Spadaro ne è uscito illeso, benché sotto shock. Una disgrazia. Una distrazione del camionista e una disgrazia. Perché al Sud, queste sono disgrazie. Infatti, a parte qualche trafiletto in pagine interne, nessun quotidiano si è sprecato nel parlare dell’incidente e men che meno dei tre poveri operai falciati. Si sa, certe cose, se capitano alla periferia dell’Impero, non sono tanto interessanti. Vuoi mettere? A Genova c’è il nubifragio e persino un morto, un ex portalettere di cui abbiamo saputo tutto grazie alle interviste in tivvù. Vuoi mettere il maltempo in Veneto e in Trentino? O le moine sul Job Act, l’articolo 18 o l’Italia di Conte? La sensazione è sempre la stessa. Di trovarci di fronte a morti di serie A e morti di serie B. Fate mente locale per un attimo. Immaginate che la tragedia si sia verificata al nord, sulla A4, metti. Articoli, servizi, puntate di Porta a porta (con tanto di plastico) e di Ballarò. E dibattiti sulla sicurezza sul lavoro e poi sulla quella stradale. Interviste a Ministri e pennivendoli. E ancora: inchieste sull’asfalto (idrofugo o no?) e sulle autostrade, esternazioni di Napolitano sulle morti bianche (così i giornalisti chiamano i morti ammazzati di lavoro). E persino, le immancabili, odiose interviste ai vicini di casa delle vittime. Invece, è successo al Sud. E quindi è una disgrazia. Magari favorita da una distrazione. Ma sempre disgrazie è..

Responsabilità – “E’ meglio assumere un sottosegretario che una responsabilità,” diceva Leo Longanesi. Ed infatti, il governo Renzi, che di sottosegretari ne ha abbastanza, ha deciso di declinare ogni responsabilità. Non solo: anche ogni serietà. Ha deciso di eliminare, per gli Esami di Stato, i commissari esterni, aprendo la strada ai diplomifici e soprattutto regalando altre prebende e privilegi alle private, che, da questo momento in poi, non hanno nemmeno più l’obbligo di vedersi valutati i loro clienti da metà Commissione esterna, cioè pubblica. Cosa volete di più? Niente esami alle elementari, esami soft alle medie, esami con commissioni accondiscendenti alle superiori. Va a finire, come nel racconto di Sciascia La laurea, in cui il sospirato titolo di studio viene conferito già al momento della registrazione del neonato allo stato civile. Se, senza commissari esterni si risparmierebbero circa 100 milioni di euro, immaginate quanto se ne risparmierebbero eliminando tutte le scuole, dalle elementari all’Università compresa!

Addio – Un ragazzo della mia scuola, diciassettenne, una settimana fa, ha deciso di congedarsi dalla vita. La scuola è stata messa in trambusto, i ragazzi hanno subito il colpo. E non solo quelli che lo conoscevano bene. Una tragedia, un dolore puntuti, senza spiegazioni o giustificazioni. Senza appigli. Alcuni miei meritevoli colleghi, in alcune classi ne hanno parlato. Hanno fatto bene. Era evidente il desiderio dei ragazzi di affrontare questo vuoto, di elaborare questo lutto. Fin qui tutto bene. Solo che, in tali circostanza, si trova sempre chi esagera. E, di solito è un insegnate di religione. Cioè una di quelle persone che crede di avere la verità in mano e quindi di poter dispensare giudizi sulla correttezza o meno dei comportamenti altrui. Morti compresi. Che miserie. A questi crudeli spacciatori di verità preconfezionate è giocoforza precluso ogni senso critico. Non possono rendersi conto che, spesso, si muore per dissesti filosofici.

Bit – Prima le multe ai mendicanti ed agli artisti di strada, poi l’apertura al traffico delle vie del centro, ora i certificati sanitari “antiebola” per coloro che provengono dall’Africa e le barriere anti-immigrati alle fermate del tram. Bitonci, sindaco di Padova, continua a stupirci: non si ferma mai. Ne spara una dietro l’altra. Una peggio dell’altra. Tra i cattivi e gli stupidi, preferisco i cattivi: costoro, ogni tanto, si riposano. E Bitonci non si riposa mai.