Renzi, il Pd e la Costituzione

di Giuseppe Tramontana.

RENZI – Se ne sente parlare in continuazione. E lo si sente parlare in continuazione. Non c’è verso di sfuggirgli. Ovunque. In tivvù, sui giornali, in tram, dai pizzicagnoli. Persino al “Ruggito del coniglio” di Rai2, i due bravi conduttori, Marco Presta e Antonello Dose, ne parlano un giorno sì e un altro pure. Spesso, per ironizzare, è vero, ma ne parlano. E lui non fa altro che strillare. E ogni strillo diventa un titolo di giornale e una ‘fibrillazione’ (come al chiamano nei tiggì) o del governo o del PD. Come diceva Shakespeare nell’Enrico V, “il vaso vuoto è quello che rende il suono più ampio.”

 PD – Sembra tornata la vecchia DC. Ci si accinge al congresso del PD facendo incette di tessere. Anzi, qualcuno parla dichiaratamente di ‘tesserificio’, mentre secondo qualcun altro il congresso servirà solo a contare le tessere e, di conseguenza, ripartire prebende. Diceva Georg Lichtenberg che sarebbe meglio se i voti si potessero pesare, anziché contare. E le tessere? Temo che se si pesassero sulla bilancia della progettualità e della chiarezza delle idee, le tessere del PD raggiungerebbero un ben misero risultato….

 COSTITUZIONE – Sono preoccupato per la riforma dell’art. 138 della Costituzione. Sono preoccupato perché conosco l’attuale Costituzione, ma non quella che verrà. Se ne verrà una.