QUOTE ROSA bocciate con voto segreto

di Vittoria Di Fabio.

Intorno a questo tema nella giornata di ieri si è percepita l‘apprensione che ha accompagnato la votazione e si è poi constatato il rammarico derivante dalla mancata approvazione.

La perplessità, che si prova nel dissentire di fronte ad eventi e scelte in chi si impegnano con veemenza persone di livello sociale ragguardevole, induce a soffermarsi per cercare di capire i termini della questione. Si possono così rimuovere convinzioni errate o perseverare in una consapevole certezza rispettabile perché confermata dopo un attento esame.

Siamo stati tutti testimoni della giornata in cui un grande dibattito nei corridoi ha fatto da cornice agli abiti bianchi che le parlamentari hanno indossato per sostenere la loro causa. Nonostante il voto contrario, hanno intenzione di non desistere. Hanno, infatti, dichiarato che riproporranno la legge per ottenerne prima o poi l’approvazione.

Varie argomentazioni hanno accompagnato il risentimento. Alcune hanno lamentato

l’incomprensibile risultato mentre altre hanno giustificato la loro insistenza nel presentarla

di nuovo argomentando strumentalmente che è necessaria la presenza di un maggior numero di donne alla direzione del paese perché gli uomini hanno già dato mostra dei risultati di cui sono capaci. Inoltre, hanno aggiunto, tendono a circondarsi di persone del loro stesso sesso.

Essendo salpata l’onda della proposta in favore di questo tipo di ‘non selezione’, il dibattito è continuato con toni vivaci.

I giornali hanno sottolineato che ‘hanno vinto gli uomini’, producendo un sempre maggior disappunto fra le parlamentari. Alcune si dichiarano convinte che la sconfitta ha avuto luogo anche a motivo del voto segreto, che avrebbe permesso adesioni verbali ma sostanziali rifiuti.

In un’epoca in cui numeri, percentuali , sondaggi e share costituiscono la guida alla decodificazione della realtà si è portati a ritenere che il non aver ottenuto l’approvazione sia soltanto adducibile al numero insufficiente di voti a favore.

In realtà, al di fuori di qualsiasi riferimento ideologico, soltanto alla luce del buon senso, forse qualcuno di quei voti negativi è stato deciso perché, in ambiti diversi, si spende l’intero arco della vita per l’accumulo di competenze e l’investimento delle stesse per il meritato inserimento. Non si vede ragione valida per cui, in nome di alcune righe elevate alla dignità di norma, si debba annullare questo principio, rischiando di lasciare il passo a chi si trovi pronto ad essere scelto, inserito ed addetto ad operare per il bene di un’intera nazione senza aver evoluto la specifica abilità e maturato una molteplice competenza.