PARTE E COERENZA

di Giuseppe Tramontana.

Parte – Dunque, correggetemi se sbaglio. Ancora meno di un mese fa, il PDL e il suo – cosa? Segretario? Vivandiere? Testa di legno? – Alfano sbraitavano che la cosiddetta Legge Severino (per i più smaliziati , il Decreto Legislativo 235/2012) non è retroattiva e che quindi non si può applicare al Potente che tutti sappiamo. Urlavano, si dimenavano: la legge è incostituzionale. E volevano che fosse permesso il ricorso davanti alla giunta delle elezioni, in modo che si pronunciasse la Corte Costituzionale. Piccolo vulnus: la legge era stata approvata anche da loro, nel 2012, appunto, ai tempi di Monti e delle intese ugualmente larghe, ma diversamente causate. Ma questo – cioè il fatto che l’avessero approvata anche loro – non contava: tutto pur di salvare B., il loro padre-padrone e Potente d’Italie. Erano disposti a farsi dare degli asini matricolati dalla Corte di Giustizia Europea, pur di salvare il Capo. Bene. Cos’è accaduto un mese dopo? Davanti ad un numero sconfinato di poveracci morti al largo di Lampedusa, qualcuno chiede – sempre timidamente – di rivedere o abrogare la Legge Bossi-Fini (sempre per i più accorti, la L. 189/2002), quella che dovrebbe regolamentare i flussi migratori ed ha inventato il reato di clandestinità per un fatto tipicamente umano e naturale quale lo spostarsi sulla crosta terrestre, varcando qualche frontiera: come se una legge facesse diventare reato il parto gemellare o la fame. Davanti a questa proposta, gli intrepidi PDL e Lega hanno fatto quadrato (ed anche rettangolo e triangolo): non se ne parla. Niente revisioni, nemmeno di una virgola: la legge, loro l’hanno voluta e loro la difendono. E con essa, difendono anche il sacro suolo della Patria. Quella stessa patria che, in molti casi – soprattutto all’estero – si vergogna di averli come compatrioti. Dov’è la differenza tra i due atteggiamenti? Semplice. Nel primo caso bisognava difendere un Potente, il loro Potente; nel secondo, dei poveri cristi male in arnese, gente – donne, vecchi, bambini – che non hanno diritto nemmeno ad un nome sulla bara. Finalmente potrebbe esser chiaro da che parte stanno. E noi?

Coerenza – Ieri, nel corso di un qualche incontro, il Governatore del Piemonte Cota ha detto una rivendicato orgogliosamente alla Lega la paternità della legge Bossi-Fini: “Anzi – ha aggiunto – poiché Fini ha cambiato idea sulla questione, ormai l’unico padre è Bossi.” Credo che abbia ragione. E, d’altra parte, come diceva il conte di Mirabeau: “Solo gli imbecilli non cambiano mai opinione.”