NORD E SUD

di Giuseppe Tramontana.

Qualche giorno fa,sono andato a fare una supplenza in una classe non mia. Tra le cose che mi sono inventato per intrattenerli mi è venuta in mente una domanda: “Secondo voi, di che in estate – ma anche adesso – si è parlato tanto, anche troppo, e di che cosa, invece, non si è parlato – e non si parla – abbastanza”. Le risposte sono state un diluvio. Tutti concordi su Berlusconi, di cui si parla troppo. Buone posizioni anche per Peppa Pig, Balotelli, il cibo e la cucina (nel senso dell’arte culinaria: insomma i programmi di questo genere che debordano da tutte le tivvù), ma anche i gay, Papa Bergoglio (che, secondo qualcuno, dovrebbe pensare a fare il testimonial della Wind), la Santanché e Matteo Renzi. Tra le cose di cui, viceversa, non si parla più o di cui non si parla abbastanza: Monti e Fini, Pingu e Zorro, il bullismo, l’anoressia, la bulimia, la scuola (di cui si parla solo due volte l’anno: all’apertura dell’anno e a ridosso degli esami di stato, hanno fatto notare). Ma due citazioni mi hanno colpito più di tutte. Tra le cose di cui si parla troppo hanno inserito il TAV, mentre un ragazzino serio ed occhialuto ha fatto notare che non si parlava abbastanza del MUOS. Ed ha dovuto spiegare succintamente alla classe – che ignorava persino la sigla – di cosa si trattasse. Il ragazzino ha proprio ragione. In tivvù, sulla stampa, persino sul web, le notizie sul MUOS faticano a farsi strada, mentre – complici scontri, dichiarazioni, attentati e bischerate varie – del TAV sappiamo, se non tutto, tantissimo. Acuto, il ragazzo! Che non ha nemmeno origini né siciliane né genericamente meridionali. “In Sicilia – scriveva il grande poeta catanese Mario Rapisardi, ancora alla fine dell’800 – c’è il brutto vezzo di non dare valore alle cose nostre, convinti che le sole produzioni dell’alta Italia debbano essere accettabili e indiscutibili, quasi che il genio dovesse essere limitato a certi dati individui e circoscritto in dati paesi.” E ormai non fanno eccezioni nemmeno le proteste.