No ai matrimoni gay! Davvero?

di Giulia Gottardo.

«Ci sono cose che vanno contro natura molto più dell’omosessualità, cose che soltanto gli uomini riescono a fare, come avere una religione o dormire in pigiama»


Il 17 maggio è la Giornata Internazionale contro l’Omofobia e la Transfobia. Penso che non lo sappia nessuno, o quasi. A proposito di questa ricorrenza sconosciuta agli occhi dei più, desidero molto calorosamente parlarvi degli omosessuali. Sì, si tratterà ancora una volta questo argomento, perché a quanto pare molti non capiscono, o meglio, non vogliono capire, che queste persone sono perfettamente sane e normali e devono poter godere degli stessi diritti di un qualsiasi cittadino eterosessuale. La nostra cara e fedele Costituzione dice (Articolo 3):  “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Perché allora se lo dice la Costituzione non è stato fatto ancora niente (in Italia) per concedere agli omosessuali questi fantomatici diritti e questa ancora più fantomatica eguaglianza? Proposte di legge sono sempre state fatte, e sempre lasciate da parte perché “non era il momento” o perché “abbiamo altre priorità ora”.  A quanto pare allora bisogna capire cosa si intenda per “priorità” se si è pronti a lasciare da parte i diritti delle persone in uno Stato che deve essere garante degli stessi diritti!

La verità è che c’è ignoranza, un’ignoranza enorme, si fa presto a giudicare sbagliato ciò che non si conosce e ancora più presto si fa a lasciarsi influenzare da opinioni errate. Inoltre, spesso,  finché la cosa non ci riguarda personalmente noi non ne siamo toccati, non ci interessa. Quello che gli Italiani non sanno, però, è che la percentuale di omosessuali in Italia non è irrisoria: secondo uno studio dell’Istat del 2011 “Circa un milione di persone si è dichiarato omosessuale o bisessuale (…). Altri due milioni circa hanno dichiarato di aver sperimentato nella propria vita l’innamoramento o i rapporti sessuali o l’attrazione sessuale per persone dello stesso sesso”. Si ipotizza che la percentuale si aggiri intorno al 5% della popolazione, contando sia gay dichiarati sia non dichiarati, ma c’è chi afferma che tale percentuale potrebbe benissimo raggiungere il 10%. Riflettiamo allora, perché questo significa che una persona su venti  sia omosessuale, è molto probabile quindi che noi tutti conosciamo omosessuali tra i numerosi amici e parenti, semplicemente può accadere che nessuno venga a dircelo direttamente. Direi che tutto ciò ci riguarda direttamente eccome! Se non lo è un mio parente lo può essere un mio amico, o posso essere io. Informiamoci! L’ignoranza porta alla paura e all’odio, e infine alla sofferenza (perché c’è chi soffre…se nessuno se ne sia accorto).
L’omofobia non è molto diversa (anzi fondamentalmente non lo è per niente) dal razzismo. I gay vengono discriminati, sono oggetto di violenze, non vengono accettati dalle famiglie, giungono troppe volte al suicidio. Hanno difficoltà a trovare lavoro, non possono accudire il partner malato in ospedale perché non riconosciuti come coniugi. E molto altro. Nel resto del mondo gli altri Paesi stanno prendendo provvedimenti in merito, unioni civili e matrimoni gay vengono riconosciuti sempre più, anche se non senza difficoltà. Perché dunque in Italia, Paese che si mostra sempre e immancabilmente al passo coi tempi, non si è fatto ancora niente al riguardo e ci si ostina ancora a supportare e/o sopportare gli omofobi?
Uno dei motivi, oltre all’ignoranza già sopra citata, ritengo sia la Chiesa, la sua influenza è decisamente rilevante. Molti affermando di essere cristiani appoggiano pienamente la sua posizione. Ma questi cristiani sanno qualcosa o hanno accettato passivamente ciò che è stato loro detto? Io, dal canto mio, ho provato a informarmi e devo dire che il rapporto religione-omosessualità mi è risultato molto curioso. Ma, mi chiedo, la Chiesa non predica l’amore, il volersi bene, l’uguaglianza, il rispetto per gli altri? “Ama il prossimo tuo come te stesso”? Dio ama tutti allo stesso modo? Bene, la Chiesa pare che abbia deciso di mettere tra parentesi i suoi principi cardine per accettare due singole frasi scritte nel Levitico (Antico Testamento): “Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole.” (Levitico 18,22) e “Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte: il loro sangue ricadrà su di loro.” (Levitico 20,13). Ma prendiamo in considerazione il Levitico nel suo insieme. Invito chiunque a leggerlo, non è niente di impossibile! Tutti potranno così vedere che moltissime sono le cose ora ritenute obsolete, impraticabili, condannate dalla legge, crudeli. Basta far riferimento al classico esempio: «Ma siavi in abbominazione tutto ciò che non ha pennette, né scaglie, così ne’ mari, come ne’ fiumi, fra tutti i rettili acquatici, e fra tutti gli animali che vivono nelle acque. » (Levitico 11,10) In altre parole mangiare crostacei è un abominio, esattamente allo stesso modo in cui lo è avere un rapporto con persone dello stesso sesso! Attenti voi, amanti dei gamberetti e delle aragoste, l’Inferno vi aspetta! Ma me lo spiegate allora perché si può mangiare in piena libertà ciò che si vuole, e invece con altrettanta libertà non si può amare? E se proprio questa cosa dei crostacei non vi va giù, come anche tantissime altre affermazioni che potete benissimo individuare voi leggendo questo famoso Levitico, non potete comunque lasciare a ciascuno la possibilità di scegliere di andare all’Inferno come meglio crede? Nessuno vi obbliga ad essere omosessuali se non lo siete,  ma lasciate agli altri esserlo se lo sono! A voi cosa cambia? È un concetto così astruso quello di lasciare a tutti decidere della propria vita? Perché ci sono persone che protestano contro i matrimoni gay ma non c’è nessuno che lo fa contro la consumazione di maiale (Levitico 11:7-8), contro la rasatura della barba (Levitico 19:27), contro i vestiti di tessuto misto (Levitico 19:19), contro il sesso pre-matrimoniale (Corinzi 6:13-18)? La coerenza è per pochi. Ma veniamo a Gesù Cristo: Egli non ha mai detto niente contro gli omosessuali. Egli ha detto solo che la famiglia deve essere formata da uomo e donna,  perché nell’ottica cristiana il matrimonio ha la sola funzione di procreare. Di conseguenza ci si accanisce contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso: non possono procreare. Ma volete quindi farmi credere che, in nome di questo sesso esclusivamente post-matrimoniale e con il solo fine di perpetuare la specie, nessun cristiano utilizzi metodi contraccettivi e non abbia rapporti prima di essersi sposato o addirittura non pratichi sesso orale? Ma per piacere. C’è inoltre chi ha il timore che la legalizzazione dei matrimoni gay possa portare alla fine del genere umano che si estinguerà. Ma siamo seri! Gli etero ci sono e ci saranno sempre, stare con gay non fa diventare gay, come stare con persone alte non fa diventare alti. La legalizzazione dei matrimoni gay non implica mica la soppressione di tutti gli etero! I gay non invaderanno la Terra, ci sono sempre stati e sempre ci saranno, con l’unica differenza che potranno godere dei diritti che spettano loro. Inoltre, per concludere il discorso sulla Chiesa, ci sono uomini del clero (ed è un dato di fatto) che sono a favore dei diritti dei gay, semplicemente la loro voce non viene fatta sentire. Ultima chicca: “E se i gay facessero parte del piano divino per vedere se i cristiani amano davvero il proprio prossimo?”

Prendiamo ora in considerazione alcuni motivi di dibattito:

-“Gli omosessuali sono contro natura.”
Ma per favore (mi ripeterò molto). Moltissime sono le specie animali in cui è presente l’omosessualità, e l’uomo non è forse un animale? Pensiamo inoltre, a scanso di equivoci,  a cosa voglia dire il termine “naturale”. Esso indica qualcosa di fenomenico,  che si manifesta, che è osservabile. Per il semplice fatto che l’omosessualità esista essa va considerata naturale.

-“Omosessuali si diventa e quindi allo stesso modo esistono metodi per ritornare etero.”
Ma per favore. Omosessuali si nasce e non si diventa, sono studi scientifici a dirlo, non il primo che passa. L’omosessualità non è una malattia da cui si deve guarire. Si è fatti così e basta. Tutto dipende dai geni. Altri studi scientifici hanno dimostrato, infatti, che – tanto per fare un esempio-  se uno di due gemelli monozigoti  fosse gay, ci sarebbe un buon 40% di probabilità che anche l’altro lo fosse poiché i due condividono lo stesso patrimonio genetico. D’altra parte, è pur vero che esiste una percentuale minima diventata gay a causa di traumi o di altri fatti che hanno caratterizzato la loro vita. Ma essi sono, appunto,  solo una percentuale minima! E comunque, vogliamo farne una colpa?

-“Gli omosessuali sono pedofili, supportare l’omosessualità significa supportare la pedofilia.”
Come ci sarà una percentuale di omosessuali pedofili ci sarà senz’altro anche una percentuale di eterosessuali pedofili e di preti pedofili (per tirare sempre in ballo la Chiesa), ma non per questo bisogna fare di tutta l’erba un fascio.

-“Ora c’è il boom dei gay, uno lo fa per moda.”
Ma chi è che per una moda sarebbe pronto a soffrire, essere considerato “sbagliato”, “malato”, essere privato di libertà fondamentali, essere cacciato dalla famiglia, morire? Bisogna riconoscere che tra gli adolescenti c’è chi, professando di essere bisessuale (attenzione, bisessuale non gay/lesbica), tenta di ottenere maggiore attenzione, di farsi più interessante o intrigante, ma non mi pare corretto finire col definire l’omosessualità come una moda a causa di questi individui che non penso siano poi così comuni.

-“Gli omosessuali mi fanno schifo.”
A parte il fatto che solitamente chi lo dice è il primo a cui piacciono due ragazze lesbiche…a me per esempio non piacciono gli asparagi, ma non per questo impedisco agli altri di mangiarli o impongo che vengano tolti dal mercato. Se non ti piacciono i gay lasciali perdere e non stare con loro, ma lasciali liberi di amare chi vogliono e di essere sé stessi.  I gay potrebbero dire lo stesso di te, ma non per questo vanno a interferire nei tuoi rapporti interpersonali. Inoltre, se ne temete le possibili (non tanto poi, a mio parere) avances state tranquilli, basta semplicemente rifiutare nel qual caso qualcuno ve le faccia.

Parliamo di adozioni:

Molti non riescono proprio ad accettarle. Si pensa che una famiglia omogenitoriale non sia adatta a crescere dei figli. Ci si sbaglia di grosso. In diversi Paesi sono in corso studi che analizzano e controllano la crescita di bambini in famiglie omogenitoriali, alcuni di questi studi interessano un lungo arco di tempo, anche una quarantina di anni. Bene, è stato provato che questi bambini non riscontrano nessun problema, l’unica differenza è che crescono con una mentalità più aperta, un maggiore rispetto degli altri e del “diverso”. L’importante in una famiglia è l’amore, non l’orientamento sessuale. E lo ribadisco: se i genitori sono gay non vuol dire che i figli lo diventino. Si dice che potranno essere presi in giro. Ma quale bambino non è mai stato preso in giro per un motivo come per un altro? E piuttosto, non dovremmo essere noi tutti a dover educare i nostri fratellini, i nostri futuri figli nel rispetto degli altri? I bambini non nascono omofobi, lo diventano per una cattiva educazione. Gli orfanotrofi sono pieni e penso proprio che a un bambino non importi avere due papà o due mamme o, appunto, essere preso in giro ogni tanto, ma piuttosto penso gli importi avere una famiglia che lo ami! Teniamo conto poi che negli altri paesi le famiglie omogenitoriali non sono una realtà così rara. Anche in Italia ci sono, sono la famiglie arcobaleno, e i loro figli sono 100’000 circa, non un numero irrisorio. Il riconoscimento di queste famiglie non implica la svalutazione di quelle “tradizionali”, capiamolo. Permette solo agli omosessuali di avere gli stessi diritti, di riconoscere i loro figli. Mi pare alquanto insensato dire, contro i gay, di voler proteggere la famiglia impedendone la formazione di nuove. Dai!
E per la precisione, unioni civili e matrimoni non sono la stessa cosa. Le unioni civili riconoscono solo certi diritti che vengono stabiliti dalla legislazione di un certo Paese, che può dimostrarsi più o meno “generoso”. Le unioni civili non consentono la piena eguaglianza. I matrimoni sono la vera necessità, per i diritti e per il significato simbolico che incarnano.
Per difendere i gay non bisogna per forza essere gay, come per difendere la natura e le piante non bisogna essere un albero. Per difenderli è necessario avere un cervello che ragioni e un cuore.
Auguri di buona vita a tutti gli omosessuali! Che possiate vivere felici e costruirvi una famiglia riconosciuta dalla legge! Un augurio, a chi si oppone all’uguaglianza, di aprire gli occhi e cambiare parere!