LUCI DELLA CAPITALE. Le persone eccezionali si somigliano

di Noemi Lusi.

Classicità, l’essere sempre contro corrente, l’anticonformismo, la complessità, l’intensità del timbro della voce, la significatività dello sguardo sono state le caratteristiche riconosciute a due  personalità di rilievo, purtroppo da poco venute a mancare, le quali ci hanno affidato un’eredità  incalcolabile che abbiamo il dovere di impiegare in modo coerente con le loro aspettative.

Diversi  per altri aspetti, poco soggetti ad essere accomunati, Marco Pannella e Giorgio Albertazzi hanno da sempre prospettato, perseguito, praticato, nutrito quanto affermavano con ferma ed  intima convinzione in campi diversi, lasciando un vuoto incolmabile non solo nelle nostre anime, ma anche nelle piazze e nei teatri di Roma.

Divergevano per molti aspetti fra cui il sorriso che nel caso di Marco invadeva convincente ogni sua manifestazione, attirando immediatamente l’attenzione sui temi d’avanguardia che egli proponeva.  Più discreto in apparenza, Giorgio tratteneva quello stesso sorriso che, però, si  dispiegava sul suo volto accompagnato dall’inevitabile lampo di acume che permeava i suoi occhi, superando l’apparente distacco e rivelando la passionalità inusitata che emergeva potente dalle sue interpretazioni.

Avendo avuto la fortuna di condividere con loro il nostro cammino, non abbiamo  il diritto di rammaricarci troppo per il loro saluto finale. E’ preferibile piuttosto dedicare loro il nostro profondo rispetto insieme ad un forte e sentito ricordo nella speranza che abbiano saputo godere della loro unicità.

Sono per noi i diritti che hanno conquistato,  l’impegno e il dovere costantemente praticato fino alla fine, il piacere di muoversi sul palcoscenico della vita con consapevolezza, competenza, forza, fantasia e coraggio.

Marco… ‘A subito’, dunque, e …‘As you like it’, Giorgio!