A Linate non sono morti solo in 118: prima Matteo e ora Paola

di Giulio Cavalli.

Ho dedicato all’incidente di Linate e ai famigliari delle vittime un anno intenso e bellissimo. In fondo avremmo dovuto fare “solo” uno spettacolo teatrale ma l’affetto, il dolore, la voglia di verità e la costanza del Comitato 8 ottobre per non dimenticare hanno reso quel nostro progetto un vero e proprio capitolo della mia vita. Forse viene difficile spiegare quanti sopravvissuti e quanti sopravviventi ci sono con 118 morti: quanti orfani, fratelli spuri,  madre inconsolabili. In fondo le responsabilità dell’incidente (che ci sono e sono gravissime) risultano briciole di fronte ad un lutto di queste proporzioni.

Poi succede che il dolore faccia percorsi inaspettati e che durano anni. La famiglia Rota ha perso nell’incidente il padre Giovanni, la mamma Clara e il fratellino. Della famiglia sono rimasti in tre: Michele, Paola e Clemens. Proprio Michele aveva accompagnato i genitori ed il fratello all’aeroporto quella disgraziata mattina. Poi Michele non ha resistito al dolore e il novembre di un anno fa ha deciso di farla finita. Ora Paola, proprio sotto il Natale, in una mattina che era cominciata come tutte le altre accompagnando alla fermata dell’autobus il figlio di cinque anni e mezzo, intanto a casa c’era la piccola Olivia, tre mesi ma il dolore, quel dolore, l’ha vinta e ha deciso di raggiungere gli altri.

Ci sono dolori enormi che sembrano letali e invece sono solo l’inizio.

Tratto dal blog di Giulio Cavalli.