‘La quercia e la rosa’ romanzo epistolare di Ludovica de Nava

La quercia e la rosa Book Cover La quercia e la rosa
Cultura
Ludovica De Nava
Romanzo
Il Maestrale, Nuoro
2015
€ 16,00
2243

di Paolo Rausa.

Gentile Signorina, mi permetto di scriverle queste righe per dimostrarle tutta la mia stima…

E’ Giovanni de Nava, il 12 maggio 1894, a scrivere da Reggio Calabria a Grazia Deledda, ammirato dalle sue attitudini letterarie nel descrivere  ‘i paesaggi ed i moti dell’animo’ nei versi e nei racconti che ha letto sul ‘Fanfulla della domenica’ e sulla ‘Roma letteraria’.

Comincia così una straordinaria storia d’amore attraverso lettere costanti e progressive quanto a dichiarazioni di stati d’animo che crescono da una iniziale circospezione alle profferte di amicizia e poi su su fino a dichiarazioni d’amore eterno, da Nuoro ad Archi di Reggio Calabria e viceversa. Un sentimento profondo, indomito fa di questi due giovani letterati una fucina di passioni che trovano il modo di esprimersi sulla carta, vergate con lettere di fuoco.

Merito di Ludovica de Nava, nipote di Giovanni, di aver riportato in luce le epistole d’amore inviate dalla grande scrittrice sarda, fra l’altro Premio Nobel per la letteratura nel 1926 – unica donna italiana – con il romanzo ‘Canne al vento’, in cui rappresenta la nostra condizione di fragilità, appunto di canne, esposta al vento delle passioni, ora forti ora dimesse, disilluse. Il richiamo letterario più prossimo corre alle ‘Heroides’ o ‘Epistulae’ ovidiane, le lettere d’amore o di dolore di personaggi femminili storici o mitici ai loro mariti o innamorati. Anche lì, in quelle storie, si evidenzia la sensibilità dell’anima femminile, potente nel suo desiderio di amore imperito e sovrumano che comunque si scontra inevitabilmente contro la realtà di pregiudizi e di invidie.    Giovanni non crede ai suoi occhi nel leggere la risposta di Grazia, le sue aperture di amicizia, la sua curiosità e la spinta a conoscere questo giovane che scrive dalla Calabria in punta di penna, delicato, attento a non toccare le corde della sua suscettibilità, discreto, casto. Giovanni si dichiara fervente socialista, pronto a difendere le cause degli ultimi, e scrive lettere intrise di sentimento. Il suo ambiente gli sta stretto, vorrebbe uscire, fuggire nella capitale, fare esperienze, conoscenze, ma per ora si deve accontentare di sognare e di scrivere articoli politici e poesie nella lingua dei padri. Risponde con frenesia, ormai tutto preso da questa giovane scrittrice che ammira e che già inconsapevolmente ama, alla luce di una lampada con la finestra spalancata sul giardino, da cui gli giungono gli echi dei canti notturni dei grilli e il gracidare lontano delle rane, mentre il profumo della zagara in fiore inonda le sue parole che si susseguono sul foglio vergato. Come ‘la natura ferve d’amore’ così è lui, senza sogni, tormentato dall’amore dell’Arte e della letteratura. Grazia capitola, cede a queste immagini, al sogno, al desiderio di chi conosce poco il mondo e si nutre di ideali ‘d’arte e sogni d’amore’.

Le lotte sociali, le repressioni governative dei fasci siciliani non turbano la corrispondenza d’amorosi sensi. Grazia si afferra alle lettere di Giovanni, percorse da ‘una musica misteriosa sentita in un dolce dormiveglia’  che danno ‘la percezione di cose ignote, inafferrabili, forse divine come il cielo, forse tristi come l’inverno…’ L’amore sembra trionfare, ma le due anime sono lontane, la rosa di Sardegna e la quercia di Calabria, come si definiscono, e tentano, giurano, vorrebbero riunirsi per amarsi compiutamente come richiede il loro sentimento e la passione amorosa. Ma quando approdano sulla realtà il terreno si fa sdrucciolevole e i parenti pongono condizioni e frappongono ostacoli. Sullo sfondo le macerie del sentimento e le rovine causate dal terribile sisma.

Un grande romanzo, costruito da Ludovica de Nava sulle lettere di Grazia e sulle risposte immaginate di Giovanni, un grande tentativo di tradurre in rapporto concreto un sogno d’amore. Ludovica de Nava, ‘La quercia e la rosa’, Edizioni il Maestrale, Nuoro, 2015, pp. 2243, € 16,00.

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