La medicina amara del mio farmacista

di Maria Luisa Randazzi.
Oggi il mio farmacista mi ha chiesto se fossi contenta della vittoria di Maroni alla Regione. Sarà che è ancora vivo lo sconcerto e l’amarezza per cui i lombardi, nonostante gli scandali e le infiltrazioni mafiose nella giunta Formigoni, abbiano scelto la continuità, gli ho risposto in maniera tranchant manifestando il mio assoluto disappunto per questo risultato aggiungendo che i Lombardi, non votando Ambrosoli, hanno perso l’occasione di dare una vera svolta.
Come se fosse la cosa più naturale del mondo – il reazionario farmacista si compiaceva di aver votato Maroni con convinzione perchè è stato, a suo dire, “l’unico uomo politico con i contro c…a fermare i barconi degli immigrati.” Nulla è valso fargli notare che la lega è stata ed è coinvolta da numerosi scandali. In maniera scomposta e maleducata, ha troncato il discorso facendomi notare che a lui ciò non interessa.
La conclusione alla quale sono pervenuta, dopo questo non simpatico confronto, è che a quel tipo di elettorato, in questo caso quello leghista, non importa nulla di avere una classe politica corrotta, collusa e come tale, moralmente screditata. L’aspetto oramai imprescindibile è che questa classe politica faccia i loro interessi, e, nel caso del farmacista, che tenga lontano gli extracomunitari (salvo poi affittargli compiaciuto appartamenti in nero).
L’aspetto a mio giudizio inacettabile che sottende a questa posizione è quella di nascondere sotto sotto una vergognosa “trattativa al ribasso” della classe politica. Mi spiego. E’ finito tristemente il tempo in cui si sostenevano i futuri rappresentanti in parlamento in quanto portatori di ideali di onestà e correttezza. Questo parametro di valutazione è stato completamente stravolto. “Sei un politico evasore fiscale o colluso? Non importa ti voto ugualmente basta che mi garantisci qualcosa!”.
Nel caso del mio farmacista, in quanto appartenenete ad una casta, non poteva essere d’accordo con le liberalizzazioni (non certo effettuate dai governi di destra) che, grazie alle parafarmacie, hanno dato possibilità di lavoro a giovani laureati.
Si arriva perfino a depurare l’mmagine di avvenenti donne elette in parlamento, o aventi incarichi di governo pur sapendo che queste ultime si sono guadagnate il posto non certo per capacità politica ma per altro. A un certo tipo di elettori, tutto ciò non interessa, l’importante è che il politico sappia garantire determinati interessi particolari, come il condono di abusi edilizi o la via più facile per evadere le tasse.
Fin quando una parte consistente dell’ elettorato continuerà a pensare al proprio orticello mentre tutto intorno è desolazione, difficilmente riusciremo a liberarci di politici che hanno scalfito il sacro valore delle istituzioni, screditato un’intera classe politica, senza effettuare le doverose distinzioni.
E’ su questo terreno fertile che un “grillo parlante” è riuscito a smuovere le folle, in rete come in piazza, sparando nel mucchio, invocando quel “tutti a casa” che rimbomba ancora nelle nostre orecchie e sul quale si gioca oggi la scommessa del futuro del nostro Paese. Come andrà a finire è difficile dirlo, la cosa certa è che se questa giovane generazione di parlamentari approdata in Parlamento dovesse fallire, preferendo la protesta alla proposta, finiremo col perdere tutti.