La Costituzione è una cosa seria

di Giuseppe Tramontana.

Costituzione/1 – Adesso hanno spostato la discussione a settembre. Ma, in fondo, il problema non è mica questo. Agosto o settembre poco importa. Ciò che importa davvero è che vogliono far saltare la valvola di sicurezza che rende la nostra Costituzione una vera Costituzione, ossia l’art. 138. Vale a dire l’articolo che, prevedendo una procedura particolare (“rafforzata”, si dice) per cambiare la stesa Carta, la colloca gerarchicamente al di sopra di una legge qualsiasi. Non è poco, se ci pensate. E’ come dire che si vuol proteggere la casa e poi si fa di tutto per lasciare porte e finestre aperte quando si va in vacanza. Siccome, quindi, l’art. 138 è l’asse portante della nostra Costituzione, proprio da lì vogliono partire. Per minarla. Vogliono accorciare i tempi di approvazione,inserire il referendum consultivo,insomma vogliono aprirsi la strada per devastarla. Ossia innovarla, nel loro linguaggio. Contro lo scempio sono scesi in campo costituzionalisti e politici come Antonio Ingroia, Alberto Lucarelli, Raniero La Valle, Gustavo Zagrebelsky, Alessandro Pace, Gianni Ferrara, Domenico Gallo, i quali hanno lanciato un appello in cui mettono in evidenza i pericoli che – nel silenzio più catacombale – la democrazia sta correndo. L’appello ha già stato sottoscritto da più di 65.000 cittadini. Ora, tra un bagno e un concerto rock, tra una bibita ghiacciata con gli amici e una chiacchiera sul governo o sul calciomercato, collegatevi al sito del Fatto quotidiano ed andate a firmare anche voi. Anche per poter continuare ad avere, nel futuro, la possibilità di bere una bibita ghiacciata in compagnia, protestare in piazza contro il governo o spostarsi da Milano alle Isole Eolie per le vacanze estive senza bisogno del passaporto.

 Costituzione/2 – Anche Stefano Rodotà, ovviamente, è contro la controriforma costituzionale. Adesso si capisce perché il PD non l’ha votato alla Presidenza della Repubblica.

 Banane – Lo avrete saputo: a Cervia, la ministra Cécile Kyenge è stata oggetto di un lancio di banane. Lei, come al solito, se l’è cavata bene, buttandola sull’ironia. Ma sorge una domanda: e il servizio d’ordine? Visto che nel PD è tutto spaccato, si sarà spaccato anche quello. Ma c’è poco da ironizzare. Aristotele, preso in giro ed offeso da un ateniese perché ‘barbaros’ (era, infatti, di Stagira – odierna Stavro – in Macedonia), rispose: “Caro amico, la mia patria – Stagira – potrà essere un motivo di vergogna per me. Ma cosa posso farci se sono nato lì. Invece, tu, comportandoti come ti stai comportando, tu, in verità, sei la vergogna per la tua terra.” Ecco, non ci siamo stancati di essere svergognati da certi razzisti?

 Confronti – Papa Bergoglio: “Senza assumere come propria nessuna posizione confessionale la laicità dello Stato rispetta e valorizza la presenza del fattore religioso nella società, favorendone le sue espressioni concrete.” Il Pd bolognese: “Nel referendum del 26 maggio ha vinto l’opzione A (quella che voleva l’abolizione del finanziamento pubblico alle scuole private), ma il Comune resta fedele all’opzione B: il finanziamento alle scuole private resta.” Adesso, chi è il comunista?

 Feste – Questa sera potrei andare ad una festa del PD (come si chiama? Democratica, ecco: nome più anonimo non riuscirono a trovarlo) o, in alternativa, ad una sagra parrocchiale. Andrò alla seconda. Sicuramente sarà più ricca di contenuti. E non rischio di incontrare Boccia e signora.

 Favole – Il governo Letta sta tentando di realizzare ciò che per vent’anni Berlusconi ha perseguito: la riforma piduista dello Stato italiano. A cominciare dalla Costituzione, passando per la legittimazione dell’evasione fiscale (vedi Fassina), per finire all’abolizione del dell’illecito finanziamento dei partiti. Il tutto senza toccare il porcellum ed a vendo come obiettivo finale la riforma della giustizia. Tutto ciò mi ha fatto venire il mente la favola della rana e dello scorpione. Ve la ricordate?   La storia è questa. Uno scorpione vuole attraversare un fiume, ma non sa nuotare. Chiede a una rana di traghettarlo. La rana non si fida, ma lo scorpione la rassicura: “se ti pungessi annegherei”. La rana generosamente accetta, ma a metà percorso lo scorpione la colpisce con il suo aculeo velenoso. La rana, disperata e morente, gli chiede “Perché?”. Lo scorpione, prima di morire annegato, risponde “È la mia natura”. La vera protagonista della storiella è la stupidità. Soprattutto, con riguardo alla vittima, se si sa che di rane il vecchio oscenarca ne ha ammazzate già un buon numero: da Follini a Casini, da Fini alla Lega.

 Comandare – “I tumulti popolari (…), le agitazioni attraverso cui si arrestano di continuo le nostre discussioni, sono in larghissima misura il resultato della convinzione generale che nel nostro paese nessuno ha il dovere di obbedire, perché nessuno ha il diritto di comandare; che nel nostro paese gli uomini che governano non posseggono nessun rudimento né di buona fede, né di buona volontà.” (G. Salvemini, Politica estera e disciplina interna, in “L’Unità”, 25.12.1919). Avete letto bene: 1919. E capo del governo era Francesco Saverio Nitti (“Perché le dichiarazioni valgono un bel nulla, se tutto l’insieme dell’azione di un uomo politico non ispira fiducia”, disse, riferendosi a lui).

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