La complessità della mutazione e la disinformazione del cittadino

di Vittoria Di Fabio.

Il cittadino, che non viene informato per tempo, sufficientemente ed ampiamente di talune esigenze di variazione, non sempre riesce a seguire le ragioni che gli si prospettano e, perciò suo malgrado, non condivide quanto altri ritengono irrinunciabile. Il cittadino adulto sa che la storia evolve le realtà, che tutto cambia ed è giusto che cambi ma le variazioni che avvengono devono essere guidate perché si integrino con le preesistenti e quelle che si producono volontariamente devono rispondere a criteri di intelligenza, attenta valutazione, organizzazione e chiara comunicazione.

Di recente è molto diffuso il disagio e la perplessità nei confronti di eventi che vengono spiegati in nome di una modernità necessaria. Rimangono, in tal modo, a disagio coloro che, ad esempio,  continuano a credere che il bicameralismo perfetto avrebbe potuto ancora avere un suo senso se solo si fosse provveduto mediante regolamentazioni apposite volte a sveltirne i tempi, che si ritengono la causa della necessità di eliminarlo. A prescindere da requisiti anagrafici non è negabile che ha una sua utilità poter bilanciare le decisioni che regolano un paese già tanto complesso.

Per quanto riguarda il Senato, che è diventato un organo di rappresentanza delle istituzioni territoriali  e quant’altro, non si riesce con facilità a trovare ragioni convincenti per condividere tale decisione anche perché inizialmente si era parlato di riduzione del numero dei componenti  per contenimento di spesa.

Probabilmente occorre pensare che non si riesce a muoversi insieme sul piano delle iniziative e realizzazioni politiche poiché i molti, che sono occupati a vivere e a far fronte ai problemi che sono ormai noti e condivisi, non hanno avuto modo di mettere a fuoco le articolate ragioni del cambiamento.