La “buona scuola”: ecco come cambiano le regole per la detrazione delle spese di istruzione

La legge n. 107/2015, rubricata “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative”, nota come “La buona scuola”, ha introdotto alcune modifiche anche alla detrazione delle spese di istruzione. In particolare, diventano detraibilianche le spese per la frequenza delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie. Le nuove regole prevedono però un tetto massimo di detrazione: la detrazione del 19% si applica su un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente: in sostanza la detrazione massima per alunno studente non potrà superare 76 euro annui.

Le regole precedenti
Prima delle modifiche introdotte dalla legge “La buona scuola”, l’art. 15, lettera e), TUIR riconosceva una detrazione pari al 19% delle spese sostenute per la frequenza di corsi:

  • di istruzione secondaria di primo e di secondo grado;
  • universitari anche se riferibili a più anni (compresa l’iscrizione “fuori corso”) e di perfezionamento e/o specializzazione universitaria (ad esempio, dottorato di ricerca) comprese le tasse di immatricolazione, iscrizione e le sopratasse per gli esami di profitto e di laurea.

Le spese di cui sopra erano riferibili a università o istituti politici e/o privati, italiani o stranieri.

In caso di frequenza di istituti statali l’importo delle spese era interamente detraibile.

Per la frequenza di istituti privati o stranieri, la detrazione spettava solo nella misura riconosciuta per gli istituti pubblici (ai fini della detrazione di tali spese con C.M. 8 maggio 2000, n. 95/E era stato chiarito che occorreva fare riferimento all’Università statale più vicina al domicilio fiscale del contribuente).

Le spese in esame risultavano detraibili anche nell’interesse dei familiari a carico (art. 12 TUIR) che possiedono un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili.

Le modifiche introdotte da “La buona scuola”
La legge n. 107 del 2015 è intervenuta con la sostituzione della lettera e) dell’art. 15 TUIR, che ora riguarda solo i corsi di istruzione universitaria, e con l’inserimento della nuova lettera e-bis), che regola la frequenza dellescuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione (scuole primarie e secondarie di primo grado), della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all’art. 1, legge n. 62/2000.

Rispetto alle regole precedenti, diventano detraibili anche le spese per la frequenza delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie.

Le nuove regole prevedono però un tetto massimo di detrazione, in quanto la detrazione del 19% si applica su un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente, in sostanza la detrazione massima per alunno studente non potrà superare 76 euro annui.

Il tetto massimo di detrazione si applica anche alle spese per la frequenza di scuole paritarie secondarie di primo grado e di secondo grado, in questo caso viene ora meno il limite secondo cui la spesa non poteva superare quella prevista per gli istituti statali e, pertanto, vengono meno anche le problematiche relative all’individuazione dell’istituto statale di riferimento per determinare l’importo massimo delle spese detraibili.

Il limite di spesa di 400 euro annuo per alunno o studente non riguarda le spese per i corsi di istruzione universitaria, per le quali resta fermo il limite secondo cui la spesa non può superare quella stabilita per le tasse e i contributi delle università statali.

Resta ferma la possibilità di detrarre le suddette spese di istruzione anche nell’interesse dei familiari a carico (art. 12 TUIR) che possiedono un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili. La legge è intervenuta a modificare l’art. 15, comma 2, TUIR proprio per inserire anche la lettera e-bis) in precedenza non prevista.

L’ultimo periodo della lettera e-bis) stabilisce espressamente che le erogazioni liberali alle istituzioni scolastiche per l’ampliamento dell’offerta formativa continuano a seguire le disposizioni dell’art. 15, comma 1, lettera i-octies), TUIR (detrazione del 19% senza limiti d’importo) e che le stesse non sono tra loro cumulabili.

Da lavorofisco.it – 10 ottobre 2015