I segreti dell’Intoccabile Renzi: intervista a Davide Vecchi

Chi è davvero Matteo Renzi e come ha fatto un anonimo politico locale a diventare Presidente del Consiglio in meno di 10 anni?

A queste domande vuole rispondere “L’Intoccabile – Matteo Renzi, la vera storia” di Davide Vecchi, giornalista del Fatto Quotidiano, autore del primo libro d’inchiesta che analizza la vita del Presidente del Consiglio e cerca di ricostruire le origini di Renzi e la sua fulminante ascesa politica. Da Marco Carrai ad Alberto Bianchi, dallo zio Nicola Bovoli al padre Tiziano, dai primi fedelissimi di Renzi all’intesa con Berlusconi e Verdini. Una storia complicata, fatta di intrecci e molteplici legami politici, personali, famigliari ed economici, tutti allo stesso modo fondamentali per la scalata al potere di Renzi, legami ricostruiti in maniera certosina attraverso testimonianze dirette esclusive e documenti, integralmente pubblicati nel libro.

Davide, perché hai deciso di scrivere questo libro?
Diciamo che non ho propriamente deciso di scrivere questo libro. L’Intoccabile s’è scritto da solo, di materiale ce n’era in abbondanza. Ho seguito Renzi per un paio d’anni, dal 2012, dalla prima campagna elettorale per le primarie del PD contro Bersani. Frequentando Firenze e facendo giornalismo d’inchiesta, ho incontrato molti suoi ex amici ed ex collaboratori e pian piano ho scoperto che la realtà era diversa da come la raccontava lui.

E nel libro, infatti, fai numerosi esempi e analizzi le tante incongruenze del Renzi politico, da Presidente della Provincia, da Sindaco di Firenze e da Presidente del Consiglio
Lui comunica per vendersi, ma non entra mai nel dettaglio e non dice mai tutta la verità. E questo atteggiamento l’ha sempre avuto, sin dall’inizio. Per esempio, andava dalla Bignardi ad annunciare di aver abbassato le tasse ai fiorentini di un punto percentuale, per un totale di 9 milioni di euro, dimenticando però di dire che nello stesso anno e nello stesso bilancio aveva aumentato l’IMU di 80 milioni. Nessuno, però, sembrava volersi occupare del passato di Renzi e di verificare i fatti, la stampa italiana era intenta a incensarlo. Il primo febbraio 2014, poi, uscì sul Fatto Quotidiano un mio articolo in cui ricostruivo tutto il percorso dei finanziamenti elettorali ricevuti da Renzi dal 2007 al 2012 tramite Link e Festina lente, due associazioni che erano sempre state tenute nascoste, mai menzionate, e questo contrastava con la grande campagna di Renzi a favore della trasparenza, vero e proprio mantra della rottamazione. Il giorno dopo Scalfari, nel suo consueto editoriale domenicale, sparò a zero sul Fatto Quotidiano e scrisse che Renzi non gli stava granchè simpatico, ma se i giornalisti iniziavano a indagare su di lui al solo scopo di dargli addosso, allora sarebbe diventato un suo sostenitore. E contando che Repubblica aveva ottenuto gli spazi per ilFestival delle Idee a Firenze quasi gratuitamente, che De Benedetti aveva dichiarato pubblicamente di essere un suo grande sostenitore, che la stampa sembrava evitare qualsiasi azione potesse disturbarlo, abbiamo iniziato a lavorarci. Così ho cominciato a interessarmi al fenomeno Renzi e ho deciso di indagare più a fondo e non essendoci gran concorrenza, ho scoperto parecchie cose interessanti.

Diversi sono i legami politici e personali che Renzi ha intrecciato in questi anni. Una serie di personaggi, che potremmo anche definire poteri forti, hanno puntato su Renzi, contribuendo non poco alla sua scalata al potere. E poi la stampa italiana, che sembra non volersi occupare delle vicende del Premier e delle inchieste che lo coinvolgono, di cui parli nel tuo libro. Non solo puntano tutti su di lui, ma addirittura i giornalisti sembrano volerlo tutelare in qualche maniera.
Quelli di Renzi non li definirei esattamente poteri forti, non sono come la Chiesa o la vecchia DC, parlerei più di poteri finanziari ed economici. Ma comunque, in realtà non è poi così strano. Anche per Berlusconi all’inizio, nel 1994, fu lo stesso. Era “L’uomo della provvidenza”, l’unico che poteva cambiare l’Italia. E così continuò a esser visto, nel ’95 e nel ’96. Il primo libro d’inchiesta su Berlusconi lo scrisse Peter Gomez, nel ’97, si chiamava proprio L’intoccabile, da lì viene il suggerimento per il titolo. Solo dal 2001, però, si creò una coscienza critica piuttosto trasversale nei confronti del Berlusconi politico. E con Renzi sembra si stia seguendo lo stesso percorso.

A differenza di Berlusconi, che aveva una storia imprenditoriale ed era già una figura pubblica di rilievo, Renzi è un politico locale che improvvisamente ha avuto un’ascesa inspiegabile
Esattamente. Renzi era invece un anonimo politico locale e nessuno sapeva davvero chi fosse, da dove venisse e come sia riuscito a diventare Presidente del Consiglio in così poco tempo, dal nulla.  Dai racconti, poi, è evidente come Renzi sia sempre stato molto determinato e abbia fatto fuori chiunque abbia cercato di mettersi di traverso nel suo percorso, compresi alcuni suoi fedelissimi come l’assessore Massimo Mattei. Ricorda molto Verdini in questo.

E Denis Verdini, infatti, è uno dei personaggi chiave della vita politica di Renzi, sin dagli albori
Così tanto che già in tempi non sospetti, nel 2008/2009, lo aiutò a diventare Primo Cittadino di Firenze. Proprio dal PDL arrivarono circa 20.000 voti per far eleggere Renzi Sindaco, come scrisse anche La Repubblica in quel periodo. Quella di Verdini fu una scelta esclusivamente politica, perché sapeva che a Firenze non avrebbe mai potuto ottenere un sindaco di Centrodestra, allora preferì puntare su questo ragazzo del PD, lontano però dal cliché del politico della sinistra toscana.

davide-vecchiInsomma, Renzi è di sinistra ma è l’uomo di sinistra più vicino alla destra. Tanto che, come racconti nel libro, lo stesso entourage di Silvio Berlusconi lo individuò come papabile capo della coalizione di centrodestra
Era il 2012. Berlusconi in quel periodo era praticamente finito e quindi chiese a Diego Volpe Pasini, all’epoca suo stretto collaboratore, di fare una ricerca per trovare un degno successore da mettere a capo della coalizione di Centrodestra. Volpe Pasini, insieme a Dell’Utri e Verdini, stilò questo documento chiamato Rosa Tricolore, dodici pagine di analisi della situazione politica che cercavano di proporre una strategia per vincere le elezioni politiche del 2013. E in quel documento si trovano anche i nomi di chi potenzialmente avrebbe potuto sostituire Berlusconi e un breve programma di Governo. E proprio Renzi era la figura centrale di questo progetto ed era indicato come il miglior leader possibile, battendo concorrenti come Montezemolo e Passera. Ma è soprattutto interessante il programma, praticamente identico a quello che Renzi promette di realizzare dall’inizio del suo mandato: riforma costituzionale, riforma elettorale, riforma del lavoro, della giustizia, del fisco.

Altra figura centrale nella vita di Matteo Renzi è lo zio Nicola Bovoli, importante manager ed esperto di comunicazione. E probabilmente è proprio grazie a lui che Renzi abbia deciso di puntare tutto sul marketing politico, il suo vero cavallo di battaglia
Sicuramente ha contato molto, per molti versi sembra siano molto simili caratterialmente. E’ un bel personaggio Nicola Bovoli, l’ho scoperto per caso. Uno parente stretto di Renzi, fratello della madre Laura, è stato per molti anni un importante manager esperto di marketing e comunicazione, ha lavorato per Fininvest e Publitalia con contratti da svariati miliardi di lire, conosceva personalmente Berlusconi e Dell’Utri, era l’inventore dei famosi giochi da allegare ai quotidiani che fecero la fortuna di Repubblica, che per la prima volta grazie alla lotteria Portfolio superò il Corriere della Sera per numero di copie vendute. Insomma, una persona che conta, che conosce chiunque e ha grandi entrature. E fu proprio Bovoli, infatti, a raccomandare personalmente il nipote a Mike Bongiorno, che grazie a quella famosa partecipazione alla Ruota della Fortuna riuscì a vincere 48 milioni di lire, come lui stesso racconta nell’intervista pubblicata nel libro.

Nel libro dedichi un intero capitolo a Marco Carrai,  figura essenziale nell’ascesa di Matteo Renzi, ma che tra tutti sembra l’unico davvero amico del Presidente del Consiglio, completamente diverso dai personaggi di cui si circonda normalmente
Sì, Marco Carrai sembra davvero affezionato a Renzi, è un amico sincero. Non credo, però, che quest’affetto genuino sia in realtà ricambiato, quanto sia più uno dei tanti rapporti opportunistici costruiti negli anni da Matteo Renzi. Marco Carrai, d’altronde, viene da una famiglia molto importante e potente ed è stato sicuramente lui il personaggio chiave dell’ascesa renziana, è stato il suo Richelieu. Ha procurato contatti fondamentali e soprattutto i finanziamenti. E senza questi aiuti, Renzi, probabilmente non avrebbe mai potuto concretizzare la sua scalata politica a così alti livelli.

L’opportunismo sembra una costante nella vita politica e personale di Renzi
Secondo me sì. E non è un caso che Renzi si sia circondato e continui a circondarsi di persone accondiscendenti, fondamentali per la realizzazione del suo progetto, e che allo stesso tempo tenti di tacitare i cosiddetti dissidenti. Ha costruito  solo rapporti di forza, Renzi, esclusivamente rapporti di potere, sembra non essere interessato ad altro.

Ultima domanda, una curiosità: alla luce dei fatti, secondo te Renzi ha lo stesso potenziale di rimanere sulla cresta dell’onda per così tanti anni come Berlusconi?
Non me la sento di dare una previsione troppo tranchant, ma secondo me non durerà così a lungo. Ma per un motivo molto semplice: Berlusconi aveva le sue aziende e il suo impero, un potere che gli apparteneva davvero, solo che utilizzava la politica per distribuirlo. Renzi invece distribuisce ai suoi fedelissimi un potere non suo, che ha in questo momento solo perché gli è stato conferito l’incarico a Palazzo Chigi, potere che però non è né personale, né eterno. Intervista pubblicata da Qelsi.it

Da Licenzapolitica.it – 27 GENNAIO 2015.

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Davide Vecchi, L’intoccabile, Matteo Renzi la vera storia. Prefazione di Marco Travaglio, Ed. Chiarelettere, Milano 2014. Pagg. 208

 

 

 

 

 

 

Sfoglia un estratto del libro:

 

http://issuu.com/chiarelettere/docs/l_intoccabile_per_sito/19?e=1189530/10015355