Grecia, cosa prevede il referendum di Tsipras? Ecco le 10 richieste dell’Europa ad Atene

di Stefano Vergine.

Raddoppio dell’Iva su alberghi e ristoranti, cittadini in pensione a 67 anni a partire dal 2022, ma anche privatizzazioni, liberalizzazioni, eliminazione dei sussidi pubblici. Su tutto questo i cittadini greci saranno chiamati a decidere domenica prossima.

È il documento che i greci dovranno studiare bene nei prossimi giorni per capire se votare sì o no al referendum fissato per domenica 5 luglio. Sono le dieci pagine pubblicate sul proprio sito internet dalla Commissione europea ( qui il link per scaricare il testo originale ), all’indomani del fallimento dei negoziati sul salvataggio della Repubblica ellenica. Vi sono citate le misure che i grandi creditori – Commissione, europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale – chiedono ad Atene di attuare in cambio dei 15 miliardi di euro necessari al governo di Alexis Tsipras per scongiurare il fallimento immediato dello Stato. Jean Claude Juncker, il presidente della Commissione, ha detto di aver pubblicato il documento – una scelta inedita per Bruxelles – «nell’interesse della trasparenza e per informare i greci».

Varoufakis e Tsipras

Varoufakis e Tsipras

Vediamo di che cosa si tratta.

Il file raccoglie le dieci “azioni prioritarie” richieste alla Grecia dai suoi creditori. Si va dalla riforma dell’Iva alle pensioni, dalla lotta all’evasione fiscale alle leggi anti-corruzione, dalle privatizzazioni alla liberalizzazione delle professioni. Una lista di cose da fare che tiene conto anche delle proposte ricevute dalle autorità greche nell’ultimo mese, come quelle sulla lotta all’evasione e sull’inasprimento fiscale nei confronti dei più ricchi. Il documento rappresenta l’ultima offerta della ex Troika, ora ribattezzata Brussels Group, per salvare la Grecia dal fallimento e dalla possibile uscita dall’euro. Un’offerta che Tsipras ha definito «umiliante», chiedendo ai greci un giudizio diretto tramite il referendum.

RADDOPPIO DELL’IVA SUL TURISMO
Uno dei punti più controversi, sul quale i negoziati si sono spesso bloccati negli ultimi mesi, riguarda la riforma dell’Iva. Nel confronto con gli altri Paesi della zona euro, la Grecia è uno di quelli che incassa meno dalla riscossione dell’Imposta sul valore aggiunto (Iva). Un risultato che, secondo Bruxelles, dipende da due fattori principali: una diffusa evasione fiscale e un sistema che prevede parecchie esenzioni. I creditori, nel documento in questione, chiedono ad Atene di riformare il sistema dell’Iva a partire dal 1 luglio. I cambiamenti principali e più dibattuti sono questi. All’aliquota base del 23 per cento si chiede di sottoporre anche i ristoratori, che ora invece pagano un’Iva del 13 per cento. Un aumento ancora più rilevante è previsto per gli hotel, che nei piani dei creditori dovrebbero vedersi aumentare l’Iva dal 6,5 al 13 per cento. Insomma, due incrementi che toccherebbero direttamente il settore turistico, uno dei pilastri dell’economia greca, penalizzato ancor di più dalla richiesta della ex Troika di eliminare le esenzioni fiscali di cui beneficiano oggi molte isole del Paese.

IN PENSIONE A 67 ANNI ENTRO IL 2022
Un’altra questione molto dibattuta è quella delle pensioni. In particolare, Atene e i suoi creditori finora si sono dati battaglia su due punti: gli incentivi ai prepensionamenti e l’entrata in vigore della riforma (varata nel 2010) che prevede di portare l’età pensionabile a 67 anni. Nel documento in questione, l’exTroika chiede ad Atene di «riconoscere che il sistema pensionistico è insostenibile e necessita di profonde riforme». Premessa che si traduce, in sostanza, in due riforme chiave: «creare forti disincentivi ai prepensionamenti»; portare l’età pensionabile a 67 anni entro il 2022.  Il principale motivo d’attrito fra il governo greco e Bruxelles sembra essere stato proprio quest’ultimo, con Tsipras non intenzionato a portare a termine la riforma prima del 2025.

PIU’ TASSE SUI RICCHI
Pensioni e Iva sono gli argomenti più controversi della lista pubblicata dalla Commissione europea. Per il resto il piano proposto dai creditori punta soprattutto su liberalizzazioni, taglio dei sussidi a certe categorie professionali (come gli agricoltori) e privatizzazioni di porti, aeroporti e ferrovie. Su spinta del governo greco sono state inserite anche alcune misure inedite: è stata ad esempio prevista una sforbiciata alla spesa militare (400 milioni di euro), un aumento delle tasse societarie (dal 26 al 28 per cento) e di quelle sulle imbarcazioni più lunghe di 10 metri (dal 10 al 13 per cento). Troppo poco, evidentemente, per Tsipras e il suo partito.

OBIETTIVO AUSTERITA’
D’altronde, l’obiettivo generale delle “azioni prioritarie” indicate da Bruxelles resta quello di sempre: riportare, fin da subito, il bilancio pubblico della Grecia in avanzo primario. Significa fare in modo che le entrate dello Stato siano minori delle uscite, al netto degli interessi sul debito pubblico. E’ solo così, infatti, che i creditori possono riportare subito in cassa i soldi prestati finora ad Atene. Austerità, dunque, cioè più tasse e meno spesa pubblica. Niente di nuovo. La differenza è che adesso, sulla ricetta preferita da Bruxelles, per la prima volta sono chiamati a scegliere i cittadini. Senza intermediazione politica.

 Da L’Espresso.it – 29.06.2015