“Foxcatcher” – Una storia americana – (Tratto da una storia vera)

di Giusy Paesano Jackman.

“Mark e Dave Schultz sono fratelli, entrambi campioni  di lotta libera acclamati per il proprio talento ed entrambi vincitori di una medaglia d’oro ai giochi olimpici”.

Dave è il maggiore: massiccio, equilibrato, attento,padre e marito fedele; Mark, più introverso e afasico, preferisce esprimersi lottando. Dave ha cresciuto Mark, abbandonato dai genitori sin da bambino. La relazione tra i due trova il suo apogeo proprio all’ inizio del film nella sequenza,silenziosissima,della palestra in cui si allenano,si proteggono,si scrutano e pare si sostengano l’ un l’ altro in corpi a  corpi in cui la lotta si fa più simile a una danza(viene in mente La Danse di Matisse) che culmina in prese/abbracci dalle implicazioni recondite.”

C’è una vera e propria tenerezza tra loro e una profonda comunicazione non verbale.È il massimo livello di intimità che due uomini possano raggiungere senza essere amanti”,ha sostenuto Ruffalo.

Nella vita apparentemente banale dei  due  irrompe improvvisamente John Eleuthère du Pont (un ispiratissimo Steve Carrell),strano individuo appassionato di armi ,”ornitologo filatelico filantropo”–come egli stesso ama definirsi-appartenente ad una delle famiglie più facoltose d’America.Un miliardario insomma che possiede la tenuta Foxcatcher dove allena team di lottatori in vista dei giochi olimpici di Seoul coltivando ambizioni e onnipotenze che corrono parallele al filo sottile del sogno americano. Du Pont è smilzo,avido,ambiguo;  convoca Dave nella tenuta parlandogli di compensi e desideri di rivalsa.

“Desiderava ardentemente essere rispettato.Credo che volesse ottenere dalle persone la stessa considerazione che spontaneamente mostravano di avere per  Dave Schultz”-afferma Carell, che ha cercato di avvicinarsi quanto più possibile al personaggio anche fisicamente, dando vita ad una performance che ha dell’ incredibile.”Aveva una serie di ostentazioni molto particolari che ho ritenuto importante riprodurre.Ho ascoltato il suo modo di parlare e la cadenza della sua voce(totalmente persa-ahimè-nel doppiaggio,n.d.r.)non solo in riferimento all’eloquio, ma anche rispetto alle parole con cui era solito esprimersi. A volte Bennett ci faceva improvvisare quindi ho cercato di conoscere bene il contesto e il personaggio”.

La tenuta Foxcatcher diventa così il microcosmo di un thriller imploso,giardino segreto di abiezioni delimitato da zone off-limits dove sguardi interrogativi e afasie( splendido l’ uso della sordina in alcuni momenti dei dialoghi) assumono il senso di una pre-destinazione che anticipa la tragedia finale. Gli allenamenti  si tengono in uno spazio chiuso eppure sterminato e somigliano anch’ essi a danze in cui i corpi vibrano si protendono impallano e rimandano all’ asciuttezza stilistica di “Million Dollar Baby” di Eastwood- più sanamente retorico,quello ma altrettanto articolato nella struttura- anch’ esso manifesto di un ‘ America cupa e deforme, avida,divisa, incancrenita nei rapporti umani e nelle pieghe più riposte dell’ anima.

E Foxcatcher  puo’  anch’ esso – e a pieno titolo – definirsi come l’istantanea  di un paese lacerato descritto sapientemente da Miller anche attraverso i paesaggi  innevati di una Pennsylvania silente,teatro nel finale di deragliamenti emotivi degni dei thriller più sinistri.La regia è robusta e sapiente-giocata prevalentemente su campi e controcampi-il montaggio disinvolto,la sceneggiatura solida. La maestosità dei corpi, restituita con asciuttezza, frana inesorabile sotto l’onda d’urto di una deflagrazione psichica.Le molte infrazioni in nero sospendono la visione, rimarcando i silenzi del film.

Un plauso agli attori, emozionanti e vivissimi. Uno splendido Mark Ruffalo, pacificato e maturo (Dave), un inedito e sorprendente Steve Carrell (John du Pont), un inaspettato Channing Tatum(Mark) e,non da ultima,una ritrovata Vanessa Redgrave (nel ruolo della signora du Pont) in un cameo che in pochi attimi condensa il rapporto manipolativo e – di conseguenza – negato tra una madre cinica e anaffettiva e il figlio megalomane e irrisolto.

Regia di Bennett Miller con: Channing Tatum – Anthony Michael Hall – Mark Ruffalo – Steve Carell  – Sienna Miller – Vanessa Redgrave – Tara Subkoff – Brett Rice – Roger Callard – Stephanie Garvin – Guy Boyd – Dan Anders Anno:  2014.