Fiammate antimafia. Spettacolo a sostegno dei “Briganti” di Librino.

di Nicola Zancopè.

Lo spettacolo del Liceo “Curiel” di Padova contro le mafie.

E a sostegno dei “Briganti” di Librino.

Speranza. Speranza è la prima parola che mi è venuta in mente, ripensando alla sera del 28 marzo, una sera particolare,  di forti emozioni e di grande coinvolgimento. Ma andiamo con ordine.

Nella  notte tra mercoledì 10  e giovedì 11 gennaio, le fiamme hanno devastato la sede del Club House dell’ASD “I Briganti” di Librino, uno dei quartieri più disagiati di Catania. Tutto distrutto, i palloni da rugby, i materiali per l’allenamento, i trofei, il bar, i libri della “Librineria”, i sogni dei ragazzi.

Incendio doloso? Sì.  Mafia? Di nuovo sì.

Un luogo che tiene i ragazzi lontani dalla strada con sport e cultura è pericoloso per qualcuno e quel qualcuno ha deciso di eliminare ogni rischio con le fiamme. Le fiamme hanno bruciato la materia, ne hanno fatto cenere, ma non posso eliminare tutto: legalità e dignità non bruciano (e così’ si chiamerà lo spettacolo del 28!).

Tornando a noi, un gruppo di studenti ed ex studenti del Liceo scientifico “Curiel” di Padova, guidati da un professore di storia e filosofia, decidono di fare qualcosa. Perché è restando immobili che quelle fiamme si alimentano; è adagiandosi nell’indifferenza che il fuoco della mafia e della prepotenza arde sempre di più. Si decide, intanto, di raccogliere dei fondi. In quattro classi si mettono insieme poco più di 215 euro. Va bene, ma è poco. Vogliamo andare oltre. Si decide allora di organizzare uno spettacolo di letture e musica a sostegno dell’ASD “I Briganti”. Di spettacoli – reading e musiche ne abbiamo fatti altri: sulla Resistenza, sulle donne e i femminicidi: perché non provarne uno sulla mafia?

Non è sempre facile trovare il tempo per le prove. Ognuno ha i propri impegni, i propri ritmi, la propria vita, si va avanti. Ogni settimana ci si vede per provare, per decidere letture e recitazioni, cosa portare in scena, cosa eliminare. Ogni settimana, nonostante la fatica, la stanchezza e tutti gli impegni della vita quotidiana. Ma perché? Non potevamo semplicemente stare seduti sul divano a rilassarci, o al bar con gli amici a berci una birra? Certo, avremmo potuto, ma…  neanche Peppino Impastato, Libero Grassi, Paolo Giaccone, Placido Rizzotto o Pasquale Almerico, i protagonisti del nostro spettacolo, l’hanno fatto. Tra l’altro, abbiamo scelto di parlare di loro (e non, ad esempio, di  magistrati, poliziotti o giornalisti) perché loro erano persone comuni come noi, uomini  che si erano rifiutati di vivere all’ombra del malaffare e che avevano deciso di fare ribellarsi, anziché subire passivamente.  Ecco, è questo esempio che vogliamo ci guidi.

E così la sera del 28 marzo va in scena lo spettacolo. Un successone, oserei dire. Letture intense e di impatto, musica emozionante e coinvolgente. E poi il pubblico… L’auditorium “Ramin” di Cadoneghe (PD) non era pieno del tutto, ma il pubblico era variegato, uomini, donne, ragazzi, ragazze, bambini e bambine. Persone di ogni età che, per una sera, hanno deciso di rinunciare al relax del divano per ascoltare delle storie di coraggio e di impegno civile.

Speranza era la parola con cui ho esordito. Vedere tutta quella gente seduta lì, ad ascoltarci con l’attenzione con cui un bambino ascolta le storie della maestra, beh, mi fa sperare in un futuro per questa Italia, divorata da corruzione, indifferenza e qualunquismo; mi fa sperare che qualcosa possa cambiare; mi fa sperare che il sacrificio di Peppino, o di Paolo, non sia stato vano. Mi fa sperare che quella “montagna di merda”, prima o poi, venga incenerita, perché le fiamme – questa volta del coraggio e dell’impegno civile –   distruggono le porcherie, ma alimentano il senso di dignità e la ricerca della legalità.