Europee 2014: Grillo e Farage, un’intesa già scritta

di Gabriella Colarusso.

Interviste. Attestati di stima. Nigel e Beppe si studiavano dal 2011. Il leader M5s: «Non è razzista». E si fa fotografare con la corona di alghe in spiaggia. Il n. 1 di Ukip si difende. M5s diviso.

L’incontro di Beppe Grillo con Nigel Farage, il leader dell’Ukip inglese, all’indomani del voto per il parlamento europeo, ha suscitato più di qualche maldipancia all’interno del Movimento 5 stelle, non solo per alcuni contenuti xenofobi e anti-europei del programma politico del movimento indipendentista, ma anche per le modalità con cui sono state avviate le trattative dall’ex comico genovese.
«Appena ho saputo dell’ incontro di Grillo con Farage ho pensato: ‘Perché l’Ukip?’», si è chiesta la deputata pentastellata Giulia Sarti, spiegando di non aver apprezzato la campagna elettorale del britannico: «L’ho schifata più ancora di quella della Le Pen…».

I GRILLINI ORTODOSSI FANNO MURO.  Già, perché proprio l’Ukip? Grillo e i parlamentari a lui più vicini, da Alessandro di Battista a Luigi Di Maio a Roberta Lombardi, motivano la scelta con la necessità di costituire un gruppo europeo per non rimanere fuori dai giochi dell’europarlamento, avendo raccolto un numero di consensi che dà al M5s 17 seggi.
«Un gruppo autonomo a Bruxelles ci darebbe un grande potere e forse se in tanti ci attaccano su questo punto, forse, più che noi attaccano l’obiettivo perché è l’obiettivo a far paura», ha scritto Di Battista sulla sua pagina Facebook.

GRILLO: «ALLEANZA SOLO STRATEGICA». Di alleanza «strategica» e non «programmatica» parla anche Beppe Grillo, attraverso un post dell’ufficio stampa dell’Ukip pubblicato sul suo blog: «Si tratta di una scelta pragmatica al fine di ottenere posizioni nelle commissioni del parlamento europeo, per ottenere finanziamenti, tempo di parola, e un segretariato esperto e professionale. Non è programmatica».

Interviste e attestati di stima: il flirt tra Grillo e Farage

Dunque l’alleanza serve solo per avere voce in capitolo a Strasburgo. Ma allora perché non interloquire anche con gli spagnoli di Podemos, che hanno cinque eletti nell’europarlamento, o con Tsipras, o con gli altri indipendenti da poco sbarcati a Bruxelles?
«Sicuramente incontreremo altre forze politiche», ha annunciato in un’intervista a Intelligonews Roberta Lombardi. Si vedrà. Per ora non sono in programma altri faccia a faccia tra Grillo e di leader di movimenti europei. Dunque, torna la domanda: perché proprio l’Ukip?
UN RAPPORTO CHE VIENE DA LONTANO. Qualche indizio lo foriniscono le cronache degli ultimi due anni: l’interesse politico dell’ex comico genovese per il nazionalista Farage non è nato nella notte elettorale che ha consegnato all’Ukip un trionfo senza precedenti, ma viene da lontano e sembra andare ben oltre i contorni di un’alleanza puramente stretegica.
A Grillo le idee di Farage piacciono e non da oggi.
«UN ORATORE STRAORDINARIO». Il 17 maggio del 2013, in un’intervista alla Cnbc, l’ex comico ebbe parole di grande stima per il politico inglese: «Non ho mai incontrato Farage, ma l’ho seguito online. È un oratore straordinario, usa parole molto violente in parlamento. Ha fondato un suo movimento che sta andando bene, è un vero euroscettico». E ancora: «L’Inghilterra ha tutto da perdere dall’Europa».
Cosa aveva detto Farage a Strasburgo? Che Olli Rehn e la Troika erano «scesi a livello di criminali comuni rubando i soldi alla gente».

Pochi mesi dopo, agosto 2013, Grillo pubblicò sul suo blog una lunga intervista in cui Farage discuteva del progetto europeo e dei temi che avrebbero caratterizzato le prossime elezioni per il parlamento di Strasburgo. «Non voglio gli Stati Uniti d’Europa, voglio un’Europa di singoli Stati sovrani democratici che commerciano e lavorano insieme», dichiarò allora il leader dell’Ukip (guarda l’intervista a Farage su Grillo del novembre 2013).

L’INTERVISTA A MESSORA. Prima ancora del blog di Grillo, a far girare le idee di Farage ci aveva pensato Claudio Messora – capo della comunicazione M5s al Senato in procinto di trasferirsi a Bruxelles per coordinare gli eletti all’europarlamento, e considerato uomo vicinissimo a Casaleggio e Grillo – con un’intervista al leader inglese pubblicata su Byoblu, il suo blog, nel 2011.

Il dialogo avviato con Farage a meno di 24 ore dal responso delle urne, dunque, non è il frutto di un avvicinamento improvvisato. Resta da capire se i dirigenti 5 stelle avessero in mente già prima del voto di formare un gruppo unico con l’Ukip in caso di una buona affermazione dei due movimenti e se abbiano condiviso le loro valutazioni politiche con parlamentari, iscritti, candidati.

Da Lettera43.it,Venerdì, 30 Maggio 2014