Dopo tanta attesa, Montalbano, la nuova Livia e… “ma sì, facciamo anche questa…”

Dopo tanta attesa, Montalbano, la nuova Livia e… “ma sì, facciamo anche questa…” Book Cover Dopo tanta attesa, Montalbano, la nuova Livia e… “ma sì, facciamo anche questa…”

di Giovanni Puglisi.

"Dopo tanta attesa... una delusione. Cosa succede? Livia non c'entra proprio per niente. È una macchietta un po' svampita. Non è la Livia un po' antipatica creata da Camilleri, però intelligente e sensuale. La regia lascia a desiderare - la morte della prostituta recitata malissimo, i tempi, la recitazione di Zingaretti (soprattutto all'inizio) come a dire: ma sì, facciamo anche questa..." E' un coro unanime quello che si leva contro la fidanzata di Montalbano, dallo spazio social di Tv Talk (trasmissione del sabato pomeriggio in onda su RaiTre. Terribili le donne quando si scatenano. Secondo me parole ingiuste contro la bravissima Sonia Bergamasco che, piaccia o meno, ha dato nuova linfa al personaggio. Invece, devo aggiungere una macroscopica sbavatura sulla sceneggiatura: dopo un'ora e mezza dall'inizio dell'episodio il dottor Pasquano ci fa sapere che le due vittime sono state colpite alla testa prima di essere strangolate. Possibile che neanche l'autore se ne sia accorto? Inoltre, tra i due Montalbano (Riondino-Zingaretti) e le rispettive regie, sono emerse differenze sostanziali di complessità che a mio parere allontanano dalla riflessione dell'autore. Gli sceneggiatori storici parlano di sperimentazioni. A me pare, invece, che si stiano allontanando dalla forma romanzo pur di plasmare sulla forma fiction televisiva, un prodotto che deve fagocitare odiens e snaturare ogni spunto di riflessione critica. La cartolina, in ultimo, che viene ostentata insieme alla cattiva interpretazione attoriale eseguita in questo primo episodio hanno generato una caricatura dei personaggi e li ha imprigionati nelle loro maschere con la seria conseguenza di creare degli stereotipi tipici di una Sicilia che rispecchia piuttosto l'esperienza di giovinezza vissuta dall'autore, lontana da quel respiro universale di pirandelliana memoria.