Cretinizzazione

di Giuseppe Tramontana.

Cretinizzazione – Molti si stanno affannando in queste ore a denunciare, analizzare, sezionare, leggere in filigrana l’episodio di Savona, quello della minaccia di bruciare i libri della libreria Ubik, in Corso Italia. Da cosa nasce una minaccia del genere? Squadrismo? Ignoranza? Eccitazione? Estremismo? Mafiosità? “Abbiamo un neologismo: cretinizzazione. Prima il fatto, poi la parola che indica il fatto. Con molto ritardo.” Leonardo Sciascia non delude mai.

 Servi/padroni – “Il servo non sa quel che fa il suo padrone, poiché questi gli dice soltanto dell’azione, non del fine da raggiungere; e perciò vi si assoggetta servilmente e spesso peccando contro il fine.” Queste sono parole di Blaise Pascal. Ma spiegano bene perché i rappresentanti dei ‘forconi’ abbiano chiesto un incontro a Berlusconi.

 Responsabilità – “Più una persona che appartiene alla grande massa dei lavoratori è apolitica – scrive Wilhelm Reich – e più facilmente diventa accessibile alla ideologia della reazione politica. Questa apoliticità non è però, come si crede, uno stato psichico passivo, ma un atteggiamento altamente attivo, una difesa contro il senso di responsabilità sociale.” Ripeto: contro il senso di responsabilità sociale.

 Assalti – La Cgil ha denunciato minacce e tentativi di assalto ad alcune Camere di lavoro a Biella, Savona, Cerignola, Brindisi e Andria. La cosa si fa triste. La Puglia, per chi non lo ricordasse, fu la regione meridionale in cui attecchì più facilmente il fascismo ed in cui si consumò il primo omicidio di un parlamentare, il socialista Giuseppe Di Vagno. Aveva 32 anni Di Vagno, aveva appena finito un comizio a Mola di Bari, quando venne fatto oggetto di vari colpi di pistola sparati da camicie nere. Era il 21 settembre 1921, sarebbe morto quattro giorni dopo. Mola di Bari, in termini spaziali, si trova ad un’ottantina di chilometri da Andria e Barletta, ad un centinaio da Cerignola. In termini temporali, oggi, purtroppo, la distanza è di molto inferiore.

 Per concludere – Per concludere uso ancora Sciascia e i cretini. Dice lo scrittore siciliano (Nero su nero) che intorno al 1963 si verificò in Italia un evento insospettabile: nasceva e cominciava ad ascendere il cretino di sinistra, ma mimetizzato nel discorso intelligente, “nel discorso problematico e capillare”. Leggendo le dichiarazioni e le incitazioni che un nuovo uomo politico, ex comico, ha rivolto alle forze dell’ordine (“non proteggete i politici, ma schieratevi col popolo”, su per giù), mi è tornata in mente la riflessione di Sciascia. Solo che adesso il cretino non è più di sinistra, ma “al-di-là-della-destra-e-della-sinistra” (“Al di là…” erano anche Guglielmo Giannini e Friedrich Nietzsche, non certo campioni di democrazia) ed i discorsi di cui si ammanta non sono né problematici né capillare, tutt’altro: superficiali, sloganistici e dozzinali. Adatti per un blog, insomma.

Benintenzionati – Ho paura dei cretini benintenzionati. Ma ancor di più dei vigliacchi opportunisti.