CONFERENZA SULLA COSTITUZIONE. Il Silenzio degli onesti uccide

di Martina Ballardini.

Eccomi qui. E’ il grande giorno. Seduta, un foglio in mano, davanti alla platea. Guardo i volti dei ragazzi che formano il pubblico. So che devo alzarmi non appena arriva il mio turno. Devo leggere il brano che stringo in mano, con cura. Ma tralasciamo la minuta descrizione di quanto è accaduto, ciò che vorrei raccontare è l’effetto che ha avuto su di me parlare di certi argomenti, a me, per la maggior parte estranei. Iniziamo.

            Quasi tutti, almeno una volta nella vita, ci troviamo a sfidare le nostre paure e incertezze davanti a un pubblico con qualcosa tra le mani da leggere. Le prime volte siamo tutti uguali, con le stesse insicurezze, timorosi di sbagliare. Tuttavia, l’aspetto che ci differenzia l’un dall’altro è il modo in cui ci accostiamo a quest’esperienza: lo facciamo solo per vanità? Perché siamo obbligati da qualcuno? Per poter vantarci il giorno dopo di aver partecipato a un evento importante, dimenticando, però, il vero senso di quell’esperienza? Oppure, come in questo caso per me, perché vogliamo dare il nostro contributo ad una battaglia che riteniamo giusta e decidiamo di iniziare a piccoli passi il nostro percorso di cittadini?

            Insomma, la differenza è, esattamente, l’atteggiamento con cui mi stavo per porre davanti a qualcosa di nuovo. Almeno per me.  Ho scelto la via della cittadina. Cioè del voler essere una cittadina a pieno titolo. Poi, mi sono accorta che quella via non solo è “giusta” , ma è anche fondamentale per essere quello che voglio diventare: una giovane Donna caparbia, che lotta contro le ingiustizie e si fa spazio in un mondo ancora maschilista! (Secondo il mio pensiero, infatti, il mondo maschile risulta essere, diciamo, poco fiducioso nei confronti della potenza femminile. Al contrario, gli uomini, memori di quanto influente possa essere l’elemento femminile, preferiscono tenerlo “a bada”, piuttosto che rimanerne succubi o doverlo fronteggiare).

            Ma cercherò di far notar meno questi miei tratti da donna, per dar spazio a quello che è il vero argomento di questo testo… riprendendo…

            Lo scorso 5 Giugno, nell’aula magna del Liceo scientifico “Curiel”, a Padova, ho deciso di affrontare questa nuova esperienza con l’atteggiamento di chi vuole mettersi in gioco e aprirsi al mondo che lo circonda. Così, ho avuto il piacere di partecipare a una conferenza molto interessante, insieme ai ragazzi di quinta Liceo. Gli argomenti erano tre: Costituzione, corruzione e mafia. Forse, il termine “interessante” è un po’ azzardato da usare. In genere, questo aggettivo si può dire di: un libro di fantascienza, un quadro esposto in una galleria senza una descrizione del pittore, o, addirittura, si può dire di una persona il cui fascino rende l’atmosfera piacevole… Ma come si fa a definire interessante una conferenza sulla Costituzione, sulla corruzione e sulla mafia? Il mio, forse, è uno strano punto di vista, ma ora provo a spiegarmi…

            Corruzione: termine che si affibbia principalmente ai politici. Eppure questa parola passeggia silenziosamente nelle nostre case, tra di noi, tra gli amici, all’interno dei rapporti di coppia o tra padri e madri e figli. Ragazzi che rubano per acquistare la fiducia dei loro amici, diventandone così i leader; adolescenti che usano parole offensive, disprezzando chi è diverso da loro; oppure, giovani uomini che maltrattano  la donna al loro fianco. Piccoli gesti “innocui”, apparentemente, che renderanno questi ragazzini adulti facilmente corruttibili, vittime del conformismo e dell’ignoranza. In un futuro, saranno proprio questi che, portandosi appresso quel famoso velo di ignoranza, diventeranno poliziotti pagati per “chiudere un occhio”, finanzieri che ricevono dei soldi truffando allegramente lo stato, o addirittura, padri che insegnano ai propri figli questa loro filosofia di vita!

            Mafia: parola sottovalutata, spesso definita arcaica, lontana da “noi”. (Noi chi? Quelli del Nord? E quelli del centro – sud non sono più Italiani?! Forse ho tralasciato un pezzo di storia importante che parlava di un uomo conosciutissimo, che ha diviso il Nord dal Sud d’Italia? Mah… andrò a rivedermi il libro di storia, giusto per capire se sono io che non ricordo questa fase storica, o se è tutta colpa della nuvola, simile a quella di Fantozzi, che, invece della pioggia, fa piovere idee razziste e parole come “razza e differenze”!!)

            E, infine, Costituzione: “insieme delle leggi fondamentali del nostro Stato”. Così mi hanno insegnato da piccola, ma adesso capisco come questa non sia solo un insieme di tante disposizioni obbligatorie, quanto uno strumento che ci permette di essere cittadini, sì, con dei doveri, ma anche con dei diritti. Insomma, uno strumento a difesa dell’uomo, nato per proteggere i valori della popolazione. Lo strumento assolutamente non neutrale: nato a favore di qualcosa, ma anche e soprattutto, CONTRO qualcosa.

            Ed è proprio con questa ultima frase che ritengo giusto usare l’aggettivo “interessante”. La Costituzione va contro la guerra, il fascismo, il razzismo, la discriminazione sessuale o per motivi economici, religiosi, linguistici, va contro la pena di morte, il privilegio, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la corruzione… Non puoi apprezzare il valore della Costituzione se, essendo, ad esempio, un razzista, vorresti una società a tua immagine e somiglianza!

            E ancora, sì interessante, non solo perché utile, ma perché tutto questo fa paura: fa paura sapere che esistono realtà ripugnanti e seminatrici di odio come quelle sopra elencate; fa paura sapere che ci viene dato uno strumento per fronteggiarle; fa paura essere coscienti e intelligenti; fa paura avere delle responsabilità!

            Ma questa paura non può bloccare le persone. Evitare o non affrontare una situazione difficile, non fa che peggiorare il problema. Quindi, nonostante sia inevitabile aver paura, ho imparato quanto sia importante saper gestire questa forte pressione e capire che non devono essere assolutamente pronunciate frasi come: “Siamo fatti così, è inevitabile, non possiamo cambiare”,o ancora peggio, “la Mafia è sempre esistita, non può essere repressa!”. Cavolate! Fesserie per smontare, demoralizzare chi vuole cambiare, chi vuole un mondo migliore. Se l’uomo non potesse cambiare e migliorarsi saremmo ancora vestiti con pelli d’ animali e porteremmo una clava in mano, sorpresi di essere capaci di scaldare la carne col fuoco. E questo vale anche per la  mafia. Come molti altri fatti storici, anch’essa non è sempre esistita, è nata in un determinato periodo della storia e, come tale, può assolutamente giungere al termine. Come diceva Giovanni Falcone e come è stato ripetuto durante l’incontro del 5 giugno. Quindi… cosa ho imparato? Ho imparato che l’andamento della lotta e la vittoria dipendono anche da me. Per questo ho deciso di arruolarmi. Di arruolarmi nell’esercito dei difensori della giustizia. Gli strumenti per farlo, d’altra parte, li ho: carta, penna,  voce e coraggio.