Ciò che vien su

di Giuseppe Tramontana.

Coerenza – Non c’è dubbio che gli italiani siano coerenti e dalla memoria ferrea. Sono stati eletti Scilipoti, Casini e Razzi. E’ rimasto fuori Di Pietro.

Opportunità – Ciò che dovrebbe amareggiare di più un sincero democratico è che, con la sconfitta di Monti, ci siamo lasciati sfuggire ancora una volta l’occasione di avere una destra perbene, europeista, conservatrice, ma di sani principi democratici, piuttosto che la rediviva cricca di bulli, pseudo-fascistoidi e lecca-lecca.

Ingroia – E’ stato l’unico ad avere un punto programmatico dedicato appositamente alla eliminazione della mafia. Era anche l’unico che aveva – sempre come punto del programma – il carcere per gli evasori fiscali. “Cose inquietanti”, le ha definite Marcello Dell’Utri, facendosi autorevolmente interprete del sentimento degli italiani. Perché, per gli italiani, è inquietante che qualcun voglia effettivamente sconfiggere la mafia o mettere in galera gli evasori. Lasciamo stare i malavitosi e i corrotti, ma anche per i cittadini comuni è inquietante. Meglio non scherzare con certe cose: in qualsiasi momento si può avere bisogno della mafia, così come può capitare l’occasione di essere evasori… Nel dubbio, meglio Scilipoti. Ingroia, invece, ci sarà tempo per rivalutarlo e glorificarlo. Magari dopo morto.

Legami – C’è un collegamento che dovrebbe far riflettere. I partiti che avevano la rivalutazione del lavoro al centro del loro programma erano quelli di sinistra. Non sono stati creduti. Gli italiani hanno preferito credere al rimborso dell’IMU. C’è qualcosa di mefistofelico e dannato in questa storia. Qualcosa che fa maledettamente pensare che siamo un popolo di mantenuti.

Una stella – Una che è stata eletta è la candidata marchigiana Serenella Fucksia, quella che ha dichiarato che la legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza è stata una grande sconfitta per le donne. Una sconfitta. Meno male che non era ancora nata nel 1946, quando le donne votarono per la prima volta! Da una sconfitta così non sarebbe mica uscita indenne!

Populismo – Parola tornata di moda. “Il populismo aspira a creare una politica della semplicità. La politica deve recepire il buon senso della gente semplice e perciò deve essa stessa essere semplice e diretta.(…) La presenza del populismo ha perciò l’effetto di delegittimare le iniziative di atti politici che siano particolarmente complessi o tecnici.”(P. Taggart, Il populismo, Città aperta, 2002, p. 185). Dei tecnici, che farsene? Sono una banda di ammanicati, manutengoli, una casta di parassiti incapaci. Mandiamo la gente semplice, che parla un linguaggio semplice e che fa uso del buon senso. Ma questi non sono degli incompetenti? Per adesso, ma impareranno. Cos’hanno i Fini e i Casini, i Verdini e i Lupi più di loro? Resta il fatto, tuttavia, che odio il bruto buon senso: è come colpire sotto la cintola dell’intelligenza.

Paesi… – Nel mio paese d’origine, Francofonte, Siracusa, ha vinto il centro-destra. Pazienza. E’ decisamente singolare, invece, a quanto mi hanno raccontato gli amici di giù, che per il M5S abbiano lavorato due gruppi distinti, entrambi con il simbolo di Grillo. Due gruppi diversi per composizione, tipologia di propaganda, parole d’ordine e, soprattutto, provenienza e storia politiche: uno di destra e uno di sinistra, divisi, non dialoganti e non coordinati tra loro. Questo dà la cifra del movimento ‘ecumenico’ di Grillo.

…e buoi – Sempre guardando i risultati del mio paese una domanda mi è sorta: ma chi sono quei 9 che hanno votato Lega Nord?

Mafia – Per chi ha votato la mafia? Basta osservare attentamente la distribuzione del voto nelle regioni meridionali. Il puntino rosso che indica la Basilicata è più eloquente di un trattato di sociologia.

Coriandoli – Come sanno tutte le mamme, le cose che danno più fastidio sono quelle di cui non riesci mai a liberarti. Cose come i coriandoli, appunto. Che, ancora a novembre, ti ritrovi nella tasca della giacca o sotto il tappeto. Così sono alcuni politici chiacchierati. Stando alla buona fede dei partiti, loro hanno pulito, ma alla fine, qualcosa rimane e te la ritrovi tra i piedi. Così abbiamo una ventina tra deputati e senatori appena eletti che hanno avuto da fare con la giustizia. Venti, mica uno o due. La parte del leone la fa, ovviamente, il Pdl, ma c’è anche un leghista e uno del Pd. Ma soprattutto, a parte l’omicidio e la tratta delle bianche, c’è tutto il codice penale: dalla malversazione alla corruzione della Guardai di Finanza, dal falso materiale, ideologico e patrimoniale all’abuso d’ufficio, dalla bancarotta all’associazione a delinquere. Dalla A di Angelucci (l’editore di Libero) alla V di Verdini, passando per Formigoni, la Polverini e Raffaele Fitto. C’è persino Elvira Savino, amica di Gianpi Tarantini e della Began, intercettata mentre organizzava un rendez-vous tra Berlusconi e una soubrette. Come ebbi a scrivere qualche tempo fa, resti di truologo e lettiera.

Risate – Confesso che è stato uno dei risultati che mi hanno scioccato di più: la vittoria del centro-destra in Abruzzo. Ossia nella regione che come capoluogo L’Aquila la città rasa al suolo dal terremoto e presa per il culo da Berlusconi. La città che ha dovuto subire la vessazione delle risate telefoniche dei cosiddetti imprenditori – vicini al centrodestra – la notte stessa del sisma. L’unica città dai tempi di Cartagine ad essere stata abbandonata a se stessa. Almeno in Sardegna – la regione di cui fa parte l’isola della Maddalena, dove si sprecarono 300 milioni per organizzare il G8 che poi venne spostato a L’Aquila – ha votato centro-sinistra!

Non – Bersani ha coniato un neologismo: la non-vittoria. Prima c’era la vittoria e la sconfitta. Al massimo, il pareggio. Ora c’è anche la non-vittoria. Si arriva primi, ma non si vince. L’Italia dopo il non-lavoro della Fornero, la non-ripresa di Tremonti, il non-statuto e il non-partito di Grillo, ha la non-vittoria di Bersani. O di tutti noi.

La linea – Mia moglie lavora all’Università di Padova, alle Relazioni Internazionali. In buona sostanza, accoglie studenti e docenti stranieri e manda in giro per il mondo docenti e studenti italiani. Scambi, si chiamano. Senza alcunché di pruriginoso o eccitante. Mi racconta che di solito sia gli stranieri che arrivano da noi e gli italiani che ritornano vantano la bellezza del nostro Paese, ma con una piccola differenza: gli italiani – per lo più studenti giovani – alla constatazione che l’Italia aggiungono “ma, qui, purtroppo non c’è futuro.” Queste parole mi ricordano i discorsi che di solito fanno i siciliani stabilmente emigrati che ritornano in estate nell’Isola: “La Sicilia è bella, bellissima. Ma solo per passarci le vacanze…” Mi sa che anche in questo caso bisogna dare ragione al vecchio Leonardo Sciascia: la linea della palma si è alzata e tutta l’Italia è diventata Sicilia. Bella e impossibile. Da vivere.

Voti – Tanti voti alla Lega Nord al Sud. Strano ma vero. Assurdo, persino. Ma così è. Eliminate le coincidenze e le distrazioni di qualche elettore sovrappensiero, cosa resta? So già a cosa state pensando, voi e Saviano. E so già cosa potrebbe rispondere Maroni.

Balcanizzazione – Un giornalista l’altra sera ha parlato di “balcanizzazione” del Senato. A mio avviso non è una definizione corretta. Si dovrebbe parlare di “libanizzazione”. Solo che al posto dei drusi abbiamo gli astrusi.