“Cattedrali della cultura”. Un progetto di Wim Wenders in 3D

di Giusy Paesano Jackman.

« Essa [l’architettura] è il prodotto di fattori di ogni genere, sociali, economici, scientifici, tecnici, etnologici. Per quanto un’epoca cerchi di mascherarsi, la sua vera natura trasparirà sempre attraverso la sua architettura » (Sigfried Giedion, Controspazio ,1970).

Se gli edifici potessero parlare cosa racconterebbero di noi? Del nostro modo di relazionarci, di socializzare, di stare al mondo, di muoverci, di transitare, di proiettarci, di partecipare? Cosa racconterebbero della loro funzione e natura, dello scopo per cui sono nati, delle  finalità e idealità che racchiudono e di cosa si nasconda nei meandri invisibili dei loro apparati? E gli edifici hanno un’anima? Pensano, respirano, si esprimono? Esistono. Sicuramente esistono e colonizzano il nostro immaginario, lo muovono, ci rappresentano ed è con questo spirito che Wim Wenders affronta, avvalendosi delle nuove potenzialità del 3D, il progetto “ Cattedrali della cultura”, prosecuzione ideale dell’omaggio  tributato dal grande regista tedesco al teatro-danza della coreografa Pina Bausch. Sei edifici simbolo si presentano in prima persona diremmo in soggettiva come corpi-soggetti pensanti e operanti nel consorzio umano attraverso sei episodi, uno per ciascun edificio, affidati all’ occhio di sei diversi registi”.

“È stata una fortuna scoprire il nuovo linguaggio in 3D attraverso “PINA”, opera il cui soggetto – la danza – aveva un’enorme affinità con la tecnologia che stavamo usando”- ha dichiarato Wenders – ed era logico e necessario usare in questo caso la tridimensionalità. Attraverso questa esperienza ho sviluppato l’opinione molto chiara che nel campo del documentario il 3D rappresenti un enorme passo avanti e possa davvero portare il genere ad un livello totalmente superiore. L’incredibile vantaggio per i documentari è un’immersione amplificata che mette lo spettatore, come mai prima d’ ora, “dentro a un luogo” permettendogli di percepire l’architettura come esperienza in uno spazio reale. Il cinema tridimensionale è una grande sfida poiché queste macchine da presa hanno un occhio d’aquila che scruta ed evidenzia senza pietà ogni dettaglio e lo rivela”.

LA FILARMONICA DI BERLINO (regia di Wim Wenders)

Nata all’inizio degli anni ‘60 nel cuore della Potsdamer Platz ad opera dell’ architetto Scharoun e coeva al famoso muro, la Filarmonica narra di se’ in prima persona attraverso la presentazione di alcuni dei suoi frequentatori, compreso lo stesso Scharoun, ciascuno dei quali vi è legato da una storia personale. Scharoun ha reinventato la funzione del palcoscenico posizionandolo al centro del teatro come cuore e nucleo pulsante circondato da spettatori. Il suo design ricercato è filmato attraverso le proverbiali interconnesioni wendersiane che alternano colore e b/n e documentano di un corpus razionale dal doppio tetto realizzato per una perfetta acustica.

” Era la prima ‘concert house’ dove l’orchestra veniva posizionata al centro dell’auditorium e dopo 50 anni è ancora un’icona di modernità. Con l’invenzione dello stereo, l’esperienza del suono è diventata immersiva. Solo con il 3D il cinema permette finalmente ai nostri occhi di avere la stessa libertà che le nostre orecchie hanno già da molto tempo”( Wim Wenders)

La Biblioteca Nazionale Russa (regia di M. Glawogger)

Attraverso un susseguirsi di piani sequenza e carrelli estremamente fluidi entriamo nel cuore pulsante della struttura progettata da Egor Sokolov nel 1796 e conosciuta fino al 1992 come Biblioteca statale pubblica. Un percorso a spirale immerge lo spettatore nei vortici tridimensionali di una visione stratificata e millenaria. Un episodio vivo e suggestivo, un percorso visivo che rende conto dell’ importanza del pensiero umano e della sua salvaguardia anche attraverso le citazioni di celebri  passi  tratti dai testi di alcuni dei maggiori scrittori russi.

“Quando sono entrato per la prima volta nella Biblioteca,ho immediatamente capito che volevo farci un film. Questa biblioteca è come un libro aperto, aperto nel suo modo di accoglierci. Il 3D rende magiche le cose, perché puoi vedere ogni dettaglio, tutte le pagine di un libro con una propria precisa struttura” (M. Glawogger).

IL CARCERE DI HALDEN (regia di Michael Madsen)

Progettato da Erik Møller per lo studio danese EMA è stato definito “la prigione più umana del mondo” pur essendo un luogo di massima sicurezza. La regia di Madsen rivela l’ anima dell’ edificio che simula la “vita normale”.Ogni detenuto ha a disposizione una piccola vera casa per ospitarvi in alcuni periodi i congiunti, bambini compresi, e il bianco delle pareti si oppone al concetto tradizionale di cattività. I visi degli uomini,ritratti come tableaux vivant dietro le sbarre di celle simili a scatole, diventano eloquenti  nel racconto di una sofferenza inverata da una splendida luce.”L’aspetto interessante della struttura è che questa prigione basa la propria architettura sul concetto di rieducazione. Il 3D in questo caso aveva molto senso e spero che riesca a portare lo spettatore dentro il regno di una tecnologia di riabilitazione all’avanguardia”(Michael Madsen).

IL SALK INSTITUTE (regia di Robert Redford)

Il Salk Institute for Biological Studies sorge a La Jolla in California e fu commissionato nel 1959 dal Dr. Jonas Salk all’architetto di origini ebraiche Louis I. Kahn. L’edificio si avvale di un suggestivo posizionamento su una scogliera lambita dall’oceano pacifico su cui Kahn ha costruito uno degli edifici più importanti del XX secolo.

“IL Salk è molto euclideo, geometrico, ha molti angoli acuti. L’ingresso in mezzo alle due ali è potente, perché conduce verso l’immensità dell’oceano e dello spazio. L’esperienza in 3D è capace di aumentare la resa romantica di questi angoli e fornisce la possibilità per una riflessione più ampia sulle qualità esistenziali degli spazi. È stata una sfida e io amo le sfide” ( Robert Redford).

L’OPERA HOUSE DI OSLO (regia di Margreth Olin)

Realizzata dallo studio di architettura Snøhetta è un teatro scenografico,uno dei più belli e moderni al mondo che ospita nel corso dell’anno grandi eventi ed è frequentato da molti visitatori. Sorge su un fiordo ed  è stato definito la “ Cattedrale bianca”, eletta nel 2008 edificio culturale mondiale dell’anno.”Allo spettacolo regolato all’interno si contrappone all’esterno il movimento spontaneo della vita, il pigro vagabondare della folla nelle giornate di sole, il rito dell’adorazione del sole che rievoca nelle temperature polari l’iconografia mediterranea della piazza italiana. E’ questa la novità tipologica introdotta da Snøhetta: non una scultura appoggiata al suolo,ma una manipolazione del suolo attraverso un disegno a pieghe e a fratture che si distende come un velo – o un tappeto,per usare la loro metafora – ad accogliere i passanti facendoli protagonisti di un nuovo paesaggio, di un cantiere al lavoro, di uno spazio di meditazioni e transizioni ( Fulvio Irace). “Ho voluto che il focus fosse sulla gente, sui loro visi e corpi, sul loro sguardo alla camera, sulle loro relazioni con l’edificio, più che sull’edificio in sé. Il 3D mi ha dato maggiori strumenti per esprimere quello che vedevo e in questo senso si è rivelato magico” (Margreth Olin).

IL CENTRE POMPIDOU (Regia di Karim Aïnouz)

Uno dei progetti più discussi di Renzo Piano, il Centre Pompidou (detto anche “Beaubourg“) si estende su 100mila mq di esposizione e, a circa 40 anni dalla sua creazione, continua ad essere una delle strutture museali più frequentate al mondo,simile a una macchina futurista immersa nel cuore della Parigi di fine secolo.

Nasce come opera di riqualificazione urbana ad opera di Renzo Piano e Richard Rogers che realizzano l’edificio con una tecnica all’avanguardia per l’epoca: un grande parallelepipedo alto 42 metri, lungo 166 e largo 60,sostenuto da una struttura in acciaio e da pareti in vetro.

L’attenzione decorativa è praticamente assente e l’edificio si presenta come un groviglio di travi metalliche i cui elementi(scale, ascensori,scale mobili,gallerie di circolazione, tubi di ventilazione e riscaldamento, condutture per l’acqua ed il gas) vennero collocati all’esterno delle facciate. Ciascun tubo è dipinto in un colore differente ed ogni colore corrisponde ad una diversa funzione:blu per l’impianto di climatizzazione,giallo per quello elettrico,rosso per la circolazione e verde per i circuiti dell’acqua il che ha consentito di creare ad ogni piano una superficie libera di 7500 mq.

Nel suo centro accoglie una biblioteca, un gabinetto di grafica, una videoteca, una collezione di architettura,una collezione di design, un centro di creazione industriale, un istituto (IRCAM) specializzato nella sperimentazione in campo acustico e musicale e la ricostruzione dell’atelier del grande scultore Constantin Brancusi.

“E’ sempre stato molto inclusivo. È un luogo che ci porta costantemente avanti, sia nello spazio che nel tempo. Volevo un edificio che fosse fotogenico in 3D e il Centre Pompidou si addice molto bene a questo medium con la sua trasparenza, i suoi volumi indipendenti colorati, la struttura a vista. Io vedo il 3D come un elemento aggiuntivo alla mia tavolozza di colore” ( Karim Aïnouz).

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Cattedrali della Cultura 3D è distribuito in Italia da Nexo Digital e I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection, Sky 3D e Sky Arte HD ed è promosso da MYmovies.it e DESIGNMAG.

Unipol Biografilm Collection è l’innovativo sistema di distribuzione cinematografica sviluppato da Biografilm Festival che ha deciso, grazie al fondamentale contributo di Gruppo Unipol, di portare nelle sale italiane un’accurata selezione di documentari e biopic incisivi ed efficaci nel delineare nuovi modi di raccontare e comprendere temi e dinamiche del mondo contemporaneo.

Genere = Documentario; Durata=2h e 45m; Produttore esecutivo= Wim Wenders; Germania=2014

 

 

 

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