Cambiare la scuola? Missione impossibile

di Angiola Codacci-Pisanelli e Roberta Carlini.

Il liceo di Gentile. Le medie del centrosinistra. Poi basta. Fino ai dubbi sulla Buona Scuola di Renzi. Perché nelle aule italiane le riforme restano lettera morta. Nel progetto proposto 
alla discussione pubblica solo due dei dodici punti di partenza riguardano “cosa” insegnare. E nessuno il “come”.

Deciso si cambiaNiente più materie ma argomenti multidisciplinari, niente più cattedre ma gruppi di lavoro in cui professori e studenti siedono insieme intorno a un tavolo. In Italia? No, in Finlandia, paese che ha già risultati eccellenti nei test di comparazione tra gli studenti di tutto il mondo (Pisa) ma sente il bisogno di «un’educazione nuova per preparare le persone al lavoro».

Si cambia. Bisogna insegnare quello che è davvero essenziale: non storia o matematica ma condizione umana, «identità terrestre», comprensione, etica, strategie per affrontare gli imprevisti e altre “materie” che Edgar Morin ha elencato tra i “Sette saperi necessari all’educazione del futuro”.

image (1)

A questi “saperi essenziali”, nel recente “Insegnare a vivere” il filosofo ha aggiunto un’altra materia, “Essere francesi”: chissà come questo capitolo verrà tradotto nella versione italiana del volume, in uscita a maggio per Raffaello Cortina. Ma questo,appunto, succede in Francia, dove è in gestazione una riforma sostanziale che riprende molti spunti delle provocazioni di Morin. Scopo ambizioso: tagliare alla radice la mala pianta dell’“apartheid” che spinge alcuni francesi di origine magrebina a farsi affascinare dal terrorismo islamista.

Da L’Espresso.it 1 aprile 2015.

No announcement available or all announcement expired.