BUONA SCUOLA. Osservazione ed obiettività

di Vittoria Di Fabio.

‘La buona scuola’ ha dato luogo ad un innumerevole numero di sedicenti competenti ed addetti che, anziché dare risposte adeguate, hanno cosparso gli interventi di ‘soluzioni’ che a ben vedere vengono riservate soltanto alla categoria docenti, più comunemente detti professori e/o insegnanti.

Certamente la quotidianità con cui il docente entra in contatto con l’utenza può far credere di potersi attribuire il diritto di rivolgersi a lui apostrofandolo senza troppi formalismi. Infatti spesso , prima ancora di essersi con cura informati alla fonte e anche se soltanto ritengano di aver avuto le proprie prerogative intaccate, intavolano conversazioni con il  professore del tutto carenti di tatto e savoir faire.

Questo non accade né è ammesso a nessun titolo nei confronti di altre categorie ad esempio il  notaio, con cui, poiché  nel corso della vita si entra in contatto poche  volte, ci si aspetta di dover attendere un congruo numero di giorni prima di ottenere un appuntamento, cui seguirà la parcella che sarà sostanziosa, a dir poco.

L’avvocato e l’architetto si pongono su posizioni simili ed il tono e la forma vengono tenute in ferma considerazione. Il dentista, il medico, il chirurgo, l’ingegnere etc, li incontriamo forse più spesso ma anche nel  loro caso i titoli che espongono e la competenza con cui eseguono il proprio lavoro soddisfano ‘l’utenza’ che spesso non lamenta la loro esosità, ritenendola conferma di competenza a priori.

Questi sono soltanto alcuni esempi, ma rappresentano milioni di professionisti che mantengono la loro rispettabilità senza che tutta la nazione sia chiamata, di tanto in tanto, come avviene nel caso dei professori,  ad esprimere opinioni in merito ad aspetti strettamente professionali ed  a proporre richiesta di valutazione della competenza,  fino a concepirla effettuata dalla stessa utenza, non tenendo in alcun conto che ciò potrebbe dare luogo a disequilibri derivanti dall’opinione di chi è direttamente coinvolto ad esprimere un giudizio  che è, a dir poco, ingenuo ritenere libero da interesse personale.

Perché ciò non avviene per le altre categorie?

E’ capitato sentire dibattiti sulla competenza dei notai o degli avvocati italiani ed europei o si è mai aperto un ampio dibattito nazionale circa la necessità e la  regolarità di fruttuosi aggiornamenti? Si chiede loro di sottoporsi a valutazioni o ad ulteriori prove allo scopo di dimostrare quello che sanno? Si procede nei loro confronti ad una riforma ritenuta di così ampia e rilevante portata, discussa da competenti ed incompetenti, su cui ognuno esprime opinioni, giudizi , entusiasmi, obiezioni?

Le risposte sono conseguenti  alle domande ed all’osservazione degli eventi.  Pertanto, anziché produrre posizioni  di accettazione o rigetto,  può forse essere più utile che ognuno  elabori  una convinzione coerente e produca il proprio punto di vista su un panorama  sconcertante.