Bilancio

di Giuseppe Tramontata.

Bilancio – Ad inizio 2013 se ne andò Nagisa Oshima. Quante cose ci ha insegnato sul sesso e sulla passione irrefrenabile il suo Impero dei sensi! Brutto colpo per i cinefili, ma, che vuoi?, si sopravvive. Poi toccò a Ronald Dworkin, il filosofo della strutturazione etica del liberalismo, il teorico della libertà dell’individuo: persino di scegliere di morire. Poi ci salutò il grande Stéphane Hessel, il vecchietto caparbio di Indignatevi!, il libriccino che diede la scossa agli indignati da salotto del continente europeo. Ed a questo punto si aprì la voragine. Uno dopo l’altro si sono accomiatati il traduttore ed intellettuale Mario Alighiero Manacorda, lo scrittore Giuseppe Pederiali, l’ultima madre costituente Teresa Mattei, il presbiterio partigiano Giovanni Nervo, e poi ancora Enzo Jannacci, Rossella Falk, don Andrea Gallo con la sua sciarpa rossa e il pugno chiuso, Franca Rame e il suo impegno civile, Silvio Lanaro, lo storico anticonformista e illuminato, ed infine Margherita Hack, che definire scienziata e divulgatrice è riduttivo. E volendo si potrebbero aggiungere anche Franco Califano, Stefano Borgonovo e – per gli inguaribili nostalgici degli anni ’60 come mio fratello – Little Tony. Insomma, un’ecatombe. Considerando – Dio non voglia – che nemmeno su Nelson Mandela si possa ormai fare grande affidamento, la misura mi sembra colma. E allora? Due considerazioni. La prima: dalla vita nessuno esce vivo. Adagio tanto più vero dopo la morte di Andreotti. La seconda: il bilancio, in ogni caso, presenta un saldo negativo. Anche mettendo sull’altro piatto della bilancia, oltre ad Andreotti, il macellaio di Buenos Aires Jorge Videla. Ma non abbattetevi. Questi piatti della bilancia, alla fine, verranno pareggiati. E dalla vita non esce vivo neppure chi solitamente gioca a fare il Dorian Gray, spalmandosi pachidermici ceroni sul volto o innestandosi sul cranico un tricologico tappeto color castagna marcia. Perché, la vita sai cos’è? E’ una livella, come ebbe a dire il più grande filosofo del Novecento italiano, Antonio de Curtis, in magna arte Totò, e la livella tutto pareggia.