Barabba, Ponzio Pilato e un Paese in croce

di Maria Luisa Randazzi.

Oggi leggevo di una coppia di quarantenni, residenti in provincia di Bergamo, scoperti mentre rubavano generi alimentari e capi d’abbigliamento in un supermercato. Quando i vigilantes li hanno colti sul fatto i due hanno spiegato loro le ragioni del furto: il cibo e i vestiti servivano per loro, ma soprattutto per i loro cinque figli. Quanti di questi episodi accadono oggi nel nostro Paese? Nemmeno fanno più notizia.
C’è chi alla povertà reagisce con il furto pensando prima di tutto a sfamare i propri figli. Ma c’è chi, di fronte alla perdita del posto di lavoro, davvero non ce la fa e decide di farla finita. Come è accaduto, alcune settimane fa, a un muratore di Trapani trovato impiccato con la Costituzione tra le mani ed un biglietto riportante la sua ultima disperata denuncia “Se non lavoro non ho dignità, adesso mi tolgo dallo stato di disoccupazione”.
Questa è l’Italia di oggi, un paese immerso in una crisi e in una disperazione senza fine. E come il naufrago lancia il suo ultimo disperato messaggio nella bottiglia sperando che qualcuno lo legga, così molti italiani hanno riposto nell’urna elettorale la loro ultima speranza affidandosi a un movimento politico in grado di rompere gli schemi, di fare breccia in quella torre d’avorio all’interno della quale la classe politica si è rinchiusa da troppo tempo, ignara della tragedia che si sta consumando.
Ma il tempo delle convenienze politiche e di sofisticati giochi elettoralistici è davvero finito perché se questo Paese non si darà al più presto un governo, in grado di creare misure urgenti a sostegno del lavoro e delle famiglie che non riescono a tirare fine mese, le conseguenze saranno imprevedibili e devastanti. C’è un rischio fallimento Italia concreto e immediato, un piano inclinato verso una destinazione comune, la povertà, nessuno escluso.
Ciò nonostante, sono convinta che la maggior parte degli elettori di centro sinistra, ivi compresa una buona parte della base elettorale che ha votato Grillo, auspichi al più presto la nascita di un Governo di centro-sinistra appoggiato dal Movimento 5 Stelle, ma ancora una volta ritroviamo seduti in parlamento rappresentanti che parlano come manifesti elettorali, che preferiscono squallidi tatticismi per assicurarsi un futuro a 5 stelle, mentre fuori dai palazzi della politica il Paese è alla fame, la gente ha smesso di curarsi e non compra medicinali perché non riesce nemmeno a fare la spesa e va a rovistare tra gli scarti dei mercati, e loro lì a capire la migliore tattica che li possa premiare alle prossime elezioni.
Un ennesimo e scellerato gioco delle parti che sta portando il nostro Paese alla rovina. Nella cronaca di una morte annunciata del Paese tutti i partiti politici portano pesanti responsabilità.
E allora non ci resta che augurarci che i recenti appelli per la formazione urgente di un Governo provenienti dalla società civile e dal mondo della cultura e dello spettacolo, riescano a far prevalere il buon senso tra i rappresentanti che oggi siedono in Parlamento e nei quali milioni di italiani in difficoltà hanno posto l’ultima speranza.
Auguro a Pierluigi Bersani di riuscire in quella che tutti oramai definiscono “la missione impossibile” di dare un governo all’Italia, a dispetto di quanti vorrebbero giocare allo sfascio tornando alle urne con una legge elettorale assurda e portando definitivamente questo Paese al tracollo economico, politico e istituzionale dove qualcuno ben volentieri farebbe a meno della magistratura per vedersi assicurata l’impunità dopo aver manipolato e saccheggiato questa fragile democrazia per quasi un ventennio.
La prossima settimana sarà quella di Pasqua, per il bene di questo Paese, spero davvero in una rinascita democratica e che non si debba arrivare a scegliere tra il ladrone Barabba e Ponzio Pilato.