SCUOLA. Attenti alle pericolose ninna nanne!

di Martina Ballardini.

Amo leggere. Non so voi, ma io, quando mi immergo in un libro, sono sola con me stessa, il resto del mondo non conta. Passiamo l’intera giornata distratti da ciò che ci circonda e ci martella, e quei momenti di lettura che posso ritagliarmi, sono, per me, una sorta di rivincita su una società, su una vita, che ci martella e ci carica di ansie e insoddisfazioni. Per la lettura, invece, è diverso. Lì ti trovi faccia a faccia con la tua concentrazione, la tua mente, la tua voglia di sapere e conoscere. Insomma, è lì che ti occupi veramente della parte migliore di te: lo spirito.

Non solo. Leggere ti apre al mondo, alle emozioni. Leggere ci rende migliori, semplicemente. Migliori e più intelligenti, tolleranti, curiosi. Se è vero, com’è vero, che l’uomo, “animale sociale”, affina la sua intelligenza rapportandosi con gli altri, confrontandosi e dialogando con loro, è chiaro che il confronto, il corpo a corpo dialettico con i grandi scrittori, scienziati o pensatori non può che migliorarci. Ecco perché, è fondamentale insegnare ai bambini ad apprezzare la lettura. Non solo: è importante anche la tipologia di letture che si offre loro. Se volete tirar su dei figli intolleranti, razzisti, omofobi, ottusi non fateli leggere o, al massimo, dategli da leggere i classici del razzismo o dell’intolleranza religiosa; se, invece, volete dei figli curiosi ed aperti, tolleranti e democratici, allora, il discorso cambia. E cambia partendo da un dato di fatto semplice, ludico, se vogliamo. I piccoli non hanno sovrastruttura. Per loro leggere è semplicemente qualcosa che li rende felici: è lo sfogo alla propria curiosità. Un sentimento puro, innocuo, che non richiede spiegazioni, ma grazie al quale rimangono coinvolti e ci si lascia trascinare, così da poter assaporare appieno quegli attimi, che, alla fine, portano alla conoscenza. Ecco il motivo per cui, la lettura è, a ben guardare, lo strumento più pericoloso al mondo: distrugge le barriere dell’ignoranza e crea un uomo libero e cosciente. Pericoloso, perché fa paura al ragazzino che diventa uomo e capisce che non si accontenterà più della semplice felicità di prima. Ma, soprattutto, perché fa paura a coloro che non accettano le diversità, a coloro che sproloquiano di società pure e pulizie etniche, di Bibbia e famiglie naturali. Tutte cose, che, a vario modo, abbiamo conosciuto nella storia: dall’Imprimatur e dalla censura della Chiesa ai roghi hitleriani. Episodi della vita apparentemente così distanti a noi, che tuttavia altro non sono che lo specchio capovolto  del nostro presente.

Ed un esempio di questo specchio ci viene da Venezia. Meno di un mese fa, il neo sindaco della città lagunare, Brugnaro, ha redatto una lista per espellere dalle scuole per l’Infanzia i libri espressione, secondo il sindaco e i suoi collaboratori, della cosiddetta  “teoria gender”, teoria che, come ha sottolineato recentemente lo psicologo e psicoterapeuta Roberto Marchesini “si sta trasformando in una dittatura, che limita la libertà di pensiero e di espressione e discrimina chi non si adegua a questa visione dell’uomo.” In realtà, a prima vista, la teoria gender c’entra solo marginalmente visto che i libri presi di mira trattano di diversità sotto varie forme (non solamente sessuale), e ciò nonostante descritti come  pericolosi, distruttori di famiglie tradizionali e, va da sé, perniciosi per lo sviluppo intellettuale e sociale dei bambini.

A mio parere,  l’unico elemento nocivo presente in questa storia è la mente ristretta del sindaco e della sua conventicola di intellettuali e sostenitori. Semplicemente, hanno messo tra parentesi un fatto chiaro: siamo in un  Paese democratico e le diversità, in democrazia, non solo sono ricchezza, ma, volente o nolente, sono qualcosa con cui fare i conti. Mentre l’ottusità mentale e l’intolleranza, coltivate nel tempo, oltre a condurre ad esclusioni e discriminazioni, aumentano la conflittualità sociale.

 Dopo diverse polemiche , Brugnaro ha dichiarato che dei 49 libri (49!) finiti all’Indice, verranno reintrodotti soltanto quelli che non trattano tematiche di genere, ossia a carattere implicitamente sessuale. Ma quali sono questi libri? Ve ne illustro qualcuno a scelta.

1. Lo scrittore Leo Lionni è l’autore di “Piccolo blu e piccolo giallo”: due macchie di colore che adorano giocare assieme. Si vogliono così tanto bene che, unendosi in un abbraccio, diventano una grande macchia verde. All’inizio non vengono riconosciuti dai loro genitori, ma poi ecco che vengono di nuovo accolti calorosamente.

2. Geneviève Côté racconta in “Io e te” di coniglietto che vorrebbe assomigliare a un       porcellino e viceversa, ma mentre cercano di assomigliarsi l’uno dall’altro scoprono               che, in realtà, si amano così come sono.

3. Mario Ramos narra in “Sono io il più bello” di un lupo che si pavoneggia e loda la propria bellezza di fronte a molti personaggi, come Cappuccetto Rosso e Biancaneve. Alla fine la sua vanità verrà fermata da un draghetto, il quale afferma che il più bello è suo papà, perché gli ha insegnato a sputare fuoco!

4. Francesca Pardi in “Piccolo uovo” parla di un piccolo uovo, che non vuole nascere per paura della famiglia che lo accoglierà e decide di partire per un viaggio alla scoperta del mondo. Alla fine di questo suo percorso, descriverà, nella sua semplicità, un mondo felice, dove ogni cosa, uguale o diversa, rappresenta un luogo meraviglioso in cui crescere.

Questi e altri sono libri per bambini della scuola per l’infanzia. Pagine che si aprono al nostro mondo: un mondo caratterizzato, sì, da somiglianze, ma anche, e soprattutto,  da differenze. Differenze che non devono condurre a discriminazioni, ma alla loro valorizzazione ed all’arricchimento, di tutti. Se i bambini si approcciano a queste letture fin da subito, non avranno bisogno di tante spiegazioni da grandi, poiché saranno aperti a un mondo nel quale la diversità è sinonimo di natura e, per questo, rappresenta ciò che siamo senza “ma” né “perché”. Ma tutto ciò, a qualcuno fa ancora paura, molta paura. In loro soccorso, fortunatamente, è arrivato Brugnaro, il quale, con grande ingegno e maestria, ha pensato a sistemare le cose. E, grazie a lui, ora, dannosi libriccini e pericolosissime ninna nanne non attentano alla buona crescita dei bimbi veneziani: sono state cacciate e inserite nella lista dei libri proibiti. Ora i piccoli dormiranno sonni tranquilli.