Aria libera non libertà da norme

di Noemi Lusi.

Villa Borghese è il Parco più amato dai Romani, pur essendo soltanto il terzo per estensione. Quotidianamente accoglie bambini, adulti e persone anziane in un abbraccio caldo ed affettuoso che si avverte nel passaggio dalle strade della zona all’interno del verde. Qualunque sia l’ingresso che si sceglie per inoltrarvisi occorre attraversare vie e piazze invase dal traffico, spesso pesante, gustando così una limpidezza nell’aria, una ricchezza di vegetazione, un’interessante varietà di attrazioni, passatempi e luoghi degni di esser raggiunti per il rilievo artistico che rivestono.

Non intendiamo qui esaltare le già note ricchezze che meritano di essere fruite, ma la preziosità del verde e dell’atmosfera di serenità che inebria lo spirito quando si attraversano i viali all’interno della superficie del parco.

Prima fra tutte la risorsa meno costosa, accessibile a tutti,
consiste nella possibilità di rigenerarsi senza dispendio in picnic e mattinate spese correndo, godendo della bellezza naturale e di uno spazio verde che è infrequente in altre aree della città.

Non sempre i fruitori, però, si premurano di lasciare pulita, come dovrebbero, la zona in cui si sono intrattenuti in attività di varia natura, né d’altro canto si può essere certi che qualcuno che è addetto allo scopo provveda a ricondurla alla condizione di civile assetto che il Parco indubbiamente merita.