Alla ricerca del tempo passato …

di Noemi Lusi.

A Roma l’espressione Porta Portese non ha significato univoco. Può trattarsi della grande porta incompiuta da cui ha inizio la via Portuense, che conduce al Porto, oppure richiama la rivista disponibile in forma cartacea e online in cui gratuitamente è possibile pubblicare ogni sorta di annuncio ed inserzione. Roma, come ogni città grande che si rispetti, ha il suo mercato delle pulci ed anche più di uno come Parigi, Amsterdam, Vienna per citarne solo alcuni. A Roma il grande mercato di Porta Portese è una realtà che appartiene ad ogni cittadino romano, ma in cui vengono accolti ed ospitati italiani e stranieri di ogni provenienza.
E’ di tutti perché il mattino della domenica, unico giorno di apertura, ognuno, fatte le proprie personali previsioni meteo, può decidere di recarvisi e trascorrere qualche ora in compagnia di una miriade di persone. Gli sguardi vividi di chi si aggira posseggono la serenità di chi è convinto che certamente troverà ciò che gli occorre ad un prezzo impensabile all’esterno di questa oasi economica.
Tra le molte le ragioni che rendono piacevole unirsi alla moltitudine di persone che vi si recano anche con relativa regolarità sono da segnalare la varietà delle proposte, il ritrovare il piacere di sentirsi in grado di acquistare quanto all’esterno è impossibile concepire, la disinvoltura del rapporto che si instaura con il vicino di acquisti, con cui ci si consulta per stabilire se la misura di un capo di abbigliamento sia la più adatta, la collaborazione del venditore che, in modo assai informale, partecipa al dialogo estemporaneo e passeggero ma rilassante e rigenerante per chi, la maggioranza, vive un’esistenza necessariamente formale in cui ognuno è tenuto ad adeguarsi ad una dimensione preordinata.