Al momento di marciare

di Giuseppe Tramontana.

Roboanti proclami sulla libertà di pensiero. Appello alla guerra di religione o di civiltà. Elucubrazioni sui pericoli dell’Islam. Su integrazione sì, integrazione no. E, nel contempo, assenza di qualsiasi analisi critica sulla politica occidentale (infarcita di mai sopito atteggiamento colonialistico – vedi, nel nostro infimo, il caso marò, tanto per dirne una). E, poi, dulcis in fundo, grande manifestazione – come da consuetudine – con a capo quella cinquantina di capi di stato e di governo (questa sì una novità), alcuni dei quali (“hanno la faccia come il culo”, avrebbe titolato “Cuore”, arguto giornale satirico del tempo che fu) amano i diritti umani e le libertà civili come un cactus nelle mutande. Non sbaglia il vecchio Brecht:

Al momento di marciare

molti non sanno

che alla loro testa marcia il nemico.

La voce che li comanda

è la voce del nemico.

E chi parla del nemico

È lui stesso il nemico.