40 anni

di Giuseppe Tramontana.

Quaranta anni fa, la notte tra il 16 e il 17 novembre 1973, fu una lunga notte, ad Atene. E fu l’ultima per Michael Mirogiannis, 19 anni. I carri armati della Giunta militare greca sfondarono i cancelli del Politecnico occupato. Michael fu ammazzato a bruciapelo, con un colpo alla nuca. Alla fine i ragazzi uccisi in quello sgombero furono 42. Morti anch’essi – come milioni di altri esseri umani in giro per il mondo – per una parolina magica e volatile, spesso oggetto di sberleffi, preda dell’indifferenza: democrazia. Ciò che fu la Giunta militar-macellaia greca Alekos Panagulis lo scrisse in una poesia intitolata eloquentemente “Definizione della Giunta”: Bestiali impeti di violenza/costruiti con acciaio e fuoco/Idee di tirannia fatte di terra/piantate in menti inumane./ Voci false, orribili/Più alte forme d’Ingiustizia/ Anime torbide, creature dell’illegalità/Carogne insepolte di ieri.” Ma di Panagulis voglio rievocare, invece, una poesia che sa di ammonimento per tutti noi: “Buona cosa la Logica e la Saggezza

Quando però c’è Libertà.

Le Tirannidi si abbattono con Lotte.

Col sangue si scrive la favola della libertà.

Fratelli che vivrete dopo di noi

non maledite i vigliacchi

che hanno esitato ad entrare nella Lotta

Abbiate pietà di loro e continuate la nostra strada.”

Non a caso, il titolo della poesia è “Continuate”.

Continuiamo.