LA CARICA DELLE 5 STELLE

di Giovanni Puglisi.
Padova, 22 marzo. E’ un fiume in piena, il comico genovese, che dal palco di Piazza dei Signori – difronte a circa 3000 persone che avevano sfidato un’imminente quanto probabile pioggia – ha proseguito il suo tour elettorale nel Veneto (dopo Padova andrà a Treviso) per presentare i suoi candidati alla Regione, armati di un semplice casco bianco da cantiere e privi di doppiopetto.

Ne ha per tutti, Beppe Grillo, sfoderando il suo forbito linguaggio, teso a suscitare l’ilarità divertita degli astanti di tutte le età. Il suo “vaffanculo”, legittimato dalla Corte di cassazione, – spiega – utilizzato nei confronti del Premier (“ormai si intercetta da solo”), dei giornalisti asserviti (“Minchiolini è meglio che rimanga al suo posto, come il famoso confetto lassativo (“alla sera, basta la parola per mandarlo a cagare”), dei parlamentari del “PD meno la elle come Fassino e D’alema”, che siedono in Parlamento da molte legislature, “perché dobbiamo mantenerli per così tanti anni? Che vadano a lavorare”), di un Parlamento (“pieno di ladri, mafiosi e piduisti”), rappresenta (“un grido dell’anima”), a tratti catartico.
Mostra con orgoglio le sue battaglie e i seguaci del movimento. E denuncia la “sparizione” delle 350.000 firme raccolte per un parlamento pulito (che inibiva l’ingresso in parlamento ai condannati per tre volte) e la mancata spiegazione da parte del Presidente del Senato “aveva rifiutato una video conferenza col blog”, del Presidente degli affari costituzionali della Camera Vizzini, “colpito da un avviso di garanzia proprio mentre entravo nel suo ufficio”.
Invoca il ritorno al voto delle preferenze, escluso dalla legge “porcellum” (“è stato un piccolo colpo di stato”) e del parere negativo della Commissione Europea sulla validità delle ultime elezioni politiche. Non si accanisce più di tanto (troppe gliene hanno dette da più parti) su Brunetta, liquidandolo come un “personaggio grottesco”.
Vanta il merito riconosciuto per aver presentato le liste per le elezioni regionali in anticipo; e di aver siglato un patto con i suoi candidati laddove, in caso di elezione, la durata del proprio seggio sarà soltanto per una legislatura; ma poi ha finalmente spiegato seraficamente il motivo per cui egli rifiuta di candidarsi: “Perché sono un pregiudicato!” – a causa di alcune condanne per le molte denunce che ha riportato per diffamazione, non ultime per aver definito “zoccole” alcune ministre e parlamentari “si sono sentite diffamate”. La denuncia è diventata la sua seconda pelle e nei “miei giri per le città ho scoperto la denuncia preventiva”.

Evoca il motivo per aver organizzato il V-day: “per denunciare il marcio nella politica (per i molti parlamentari plurinquisiti e condannati) e nell’informazione (con a capo la confindustria e molte testate giornalistiche che ricevono ogni anno i finanziamenti pubblici, anziché investirli nella ricerca e nella scuola)”. Cita l’esempio virtuoso del neonato quotidiano Il Fatto che ha rifiutato i soldi pubblici.
Rimarca l’importanza per il successo ottenuto dell’uso della rete e che ha fatto da apripista, in Italia della proliferazione del social network e le tante iniziative nate spontaneamente (come ad es. il popolo viola, facebook). Il suo blog conta “250.000 visite al giorno per un totale di 2000.000 di visite nei suoi 5 anni di vita”, una pagina che fin da allora vi scrivono tutti, dal premio nobel come Dario Fo all’elettricista, all’anziato pensionato diventato esperto degli ultimi farmaci e più informato dello stesso farmacista.
Sulla base di questa esperienza la nascita del movimento a cinque stelle (dove le stelle rappresentano le idee) ha prodotto consiglieri in 32 città d’Italia, quale unica realtà da cui pezzi della società civile si sentono rappresentati; e da iniziative positive ottenute e cita l’esempio di un consigliere di Treviso (con il solo gettone di presenza di 250 euro al mese) che ha realizzato un programma sulla raccolta differenziata senza oneri da parte del comune e a totale carico dell’imprenditore virtuoso che ha avuto dopo il merito di investire sull’energia pulita.
Attacca i sindaci come Chiamparino per essersi pronunciato a favore della privatizzazione dell’acqua e non lesina critiche ai tanti comuni diventati SPA e a sindaci diventati amministratori delegati, come il sindaco Pd Zanonato, che anche lui è caduto nella tentazione di giocare in borsa (il riferimento è al tonfo dei fondi affidati dal comune ai Lehman Brothers, costato 4 milioni). Se la politica finisce con l’ingresso dei soldi, le grandi opere, pomposamente annunciate, “non creano lavoro, ma soltanto debito e i soldi serviranno alle mafie.
O il nucleare che crea solo scorie e che nessuno sarà in grado di smaltire. E propone una politica di ricostruzione e di ristrutturazione nel territorio piuttosto che alla sua espansione.
L’obiettivo di Grillo in questa tornata elettorale è quello di ottenere l’elezione di almeno un consigliere in regione “per poter mettere allo scoperto ogni intrallazzo che molti governi regionali si rendono protagonisti con gli appalti, le concessioni e le consulenze”.
Poi la sua foga oratoria viene improvvisamente interrotta dai persistenti tocchi di campana dalla chiesa difronte “Un saluto all’otto per mille!” e coglie l’occasione per un ammonimento al Vaticano per le sue continue entrate nel merito delle politiche sulla vita e sulla morte.
Rimangono pochi minuti perché prendano la parola alcuni suoi candidati , ma il tempo a disposizione è ormai finito e altre città lo attendono.